Governo: la Prestigiacomo retrocessa in serie B
marco | 7 maggio 2008
Stefania Prestigiacomo è diventata la prima ballerina del governo Berlusconi. Balla sulle punte da un dicastero all’altro dal giorno che il Cavaliere ha vinto le elezioni. E pensare che è stata la prima ad avere garantito un posto nel nuovo esecutivo. Il suo nome lo fece Berlusconi in persona davanti a microfoni, telecamere e taccuini, anche se il premier in pectore si guardò bene dal dire di quale ministero sarebbe stata la padrona di casa. Povera Stefania. Fino a poche ore fa sembrava destinata alla guida del Welfare. Ed ecco che… colpo di scena direbbe Mike… rispunta prepotentemente la candidatura di Maurizio Sacconi, di nuovo in pole position, questa volta però in prossimità del traguardo. E la Prestigiacomo? Le ultime indiscrezioni le assegnano solo un ruolo da viceministro. Sarà così? Mah! Tuttavia Sacconi fa bene a tenere lo champagne ancora in frigo.
Se davvero il Welfare va a Sacconi, a terra troviamo un’altra vittima: si tratta di Andrea Ronchi, il fedelissimo di Gianfranco Fini, per il quale Berlusconi sta cercando di allungare la lista dei ministeri a 20 per non lasciarlo fuori dal consiglio dei ministri. E soprattutto per non scontentare proprio il presidente della Camera che senza Ronchi sarebbe anche lui (e non solo fisicamente) fuori dalle riunioni di Palazzo Chigi. Qualcuno obietterà col fatto che ci sono sempre La Russa e Matteoli, ma Fini si fida di più di Ronchi. Dunque, Prestigiacomo e Ronchi fuori dalla stanza dei bottoni. Fini senza ago e filo per cucire.
Ma la Prestigiacomo non è l’unica che balla sulle punte. A tenere banco c’è anche il caso Bonaiuti. Anzi, il giallo Bonaiuti, visto che il finale non è ancora scritto. In pochi giorni si è visto bruciare uno dopo l’altro tutti i possibili obiettivi. A cominciare dal ministero dei Beni Culturali, soffiatogli da Bondi, per proseguire con i Rapporti col Parlamento (Vito è in vantaggio). A questo punto per lui potrebbe esserci un ruolo da sottosegretario vicino al premier (ma non doveva esserci solo Letta?), oppure la riconferma a portavoce di Berlusconi. Ma pare che Silvio preferisca avere vicino la Carfagna. Cosa farà Bonaiuti? Per lui c’è sempre pronto l’incarico da sottosegretario all’Editoria, ma per ora non ha rotto gli indugi.
L’altro nodo importante resta sempre la Giustizia. An spinge per Mantovano, soprattutto dopo aver perso il Welfare. Ma Berlusconi sembra intenzionato a premiare una delle sue creature più ben riuscite, quell’Angelino Alfano che contende a Raffaele Fitto il titolo di fiore all’occhiello del Cavaliere. Visto questo andazzo per la Prestigiacomo diventa difficile perfino strappare un posto da ministro delle Pari opportunità. Incarico che andrà ad An (probabilmente a Giorgia Meloni).
Intanto ieri sono stati eletti i vicepresidenti delle camere. A Montecitorio: Antonio Leone e Maurizio Lupi per la maggioranza, Rosy Bindi e Rocco Buttiglione per l’opposizione. A Palazzo Madama: Domenico Nania e Rosy Mauro per la maggioranza, Emma Bonino e Vannino Chiti per l’opposizione. A Calderoli è stato perfezionato il ministero: delegificazione, ovvero semplificazione legislativa.





