Giurano i ministri del governo Berlusconi IV
marco | 9 maggio 2008
Rapida la composizione del governo Berlusconi, rapido il giuramento del premier e dei ministri davanti al capo dello Stato. Sarà perché tra Napolitano e l’esecutivo di centro-destra non può esserci feeling, sarà perché bisogna cominciare subito a lavorare, sta di fatto che improvvisamente le tartarughe si sono trasformate in levrieri e i tempi biblici ormai appartengono al passato.
Il giuramento
del governo
La tradizione, invece, è stata onorata nelle gaffe dovute all’emozione. Colpito anche il freddo Frattini, che ha incespicato sulla rituale formula da pronunciare. Ronchi invece deve aver scambiato Napolitano per il Papa visto che si è fatto il segno della croce. Finito il giuramento c’è stato il passaggio di consegne tra Prodi e Berlusconi. Al Cavaliere è stata consegnata la campanella che apre e chiude il consiglio dei ministri. Un Cavaliere molto serio quello visto al cospetto di un Prodi sereno e sorridente.
Più sorridente dell’ex presidente del consiglio è apparso il senatur Umberto Bossi, felice come una Pasqua per il traguardo raggiunto e l’incarico avuto. Oramai, dopo tanti anni, l’agognato federalismo fiscale è davvero alle porte. E Bossi lo sa bene. Le regioni del Nord stanno per ottenere quanto la Lega ha promesso in campagna elettorale. E a firmare le riforme sarà proprio lui, il leader del Carroccio, e lo farà all’interno di un governo che parla soprattutto il lombardo-veneto. Comunque, nonostante non sia più un pivello, nemmeno Bossi è riuscito a trattenere l’emozione davanti al Capo dello Stato. Sorride come non mai, abbraccia tutti, dà la mano a Napolitano e Berlusconi sia prima sia dopo la firma. Sembra un ragazzino che ha appena ricevuto una pagella con la media dell’ottimo. Avrebbe abbracciato anche i giornalisti dell’Unità, talmente era felice. Simpatico il siparietto che ha visto protagonista Ignazio La Russa, che si è dimenticato di porre l’importante firma. Perché? «Avevamo scommesso con Berlusconi che avrei tagliato la barba», spiega il neo ministro della Difesa, «per fortuna la scommessa era vaga e l’ho solo accorciata. Allora dopo il giuramento stavo salutando il presidente del Consiglio ma lui invece di darmi la mano indicava il mento. Si riferiva alla scommessa. Napolitano sulle prime non capiva di cosa parlassimo, poi ha capito perché è uno sveglio ma nel frattempo mi ero distratto con la gag del pizzetto e credevo di aver firmato. Per quello mi hanno richiamato».
Il look
delle ministre
Impeccabile le quattro dame di corte. Un’eleganza degna di principesse. Stefania Prestigiacomo per l’occasione ha sciolto i capelli e ha indossato un compeltyo pantalone color prugna. Non viola… per carità. Anche Maria Stella Gelmini ha optato per i capelli sulle spalle. Anche lei giacca e pantaloni blu, stile donna in carriera. Non hanno tradito il cerimoniale sobrio nemmeno la matricola Giorgia Meloni e l’ex modella Mara Carfagna. Entrambe hanno optato per il colore grigio. La Carfagna ha sfoggiato orecchini di perle neri e dei sandaletti a dita scoperte, indossati senza calze. Probabilmente per riconoscere la scarpetta di Cenerentola qualora il sogno fosse svanito.
La corsa
per i viceministri
Archiviata la lista dei ministri, che sicuramente in ottobre aumenteranno dopo il previsto spacchettamento, si pensa ai restanti 39 nomi da indicare tra viceministri e sottosegretari. I primi saranno 10: la metà di Forza Italia, tre di Alleanza nazionale, uno ciascuno alla Lega e al Movimento per le Autonomie di Lombardo. I nomi che circolano sono i seguenti: Guido Crosetto, Mario Mantovani, Michela Vittoria Brambilla, Paolo Romani e Mario Valducci per il partito di Berlusconi; Mario Landolfi, Alfredo Mantovano e Adolfo Urso per An; il leghista Roberto Castelli e Giovanni Pistorio del Mpa. Ora bisognerà stabilire le deleghe. Sembrano sicure quelle di viceministro alle infrastrutture per Castelli, al commercio estero per Urso e al Viminale per Alfredo Mantovano, in corsa fino a qualche ora fa per il ministero della Giustizia.
Per Crosetto si profila un incarico alla Difesa o al Bilancio, per gli altri azzurri Mantovani e Valducci si potrebebro incrociare i ruoli tra Infrastrutture e attività produttive. Con Tremonti ci saranno i sottosegretari forzisti Giuseppe Vegas, Luigi Casero e Nicola Cosentino, il leghista Daniele Molgora e Alberto Giorgetti di An.
Si profila un bel derby per la poltrona di viceministro alle Comunicazioni tar Landolfi (An) e Romani (Fi). Gianfranco Miccichè sarà il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega sul Cipe. Anche Carlo Giovanardi e Paolo Bonaiuti saranno sottosegretari alla presidenza del consiglio. Il primo avrà la delega alle politiche sulla droga, il portavoce di Berlusconi sarà anche portavoce di palazzo Chigi e sottosegretario con delega all’editoria. Per Pistorio si profila una delega per il mezzogiorno. Con Sandro Bondi ai Beni Culturali potrebbe approdare anche il fedelissimo Francesco Giro, in corsa per un posto da sottosegretario. Tuttavia il nodo dei segretari resta alquanto ingarbugliato. Alla fine dovrebbero essere 29. Tra i nomi che si fanno ci sono anche quelli di Giuseppe Cossiga, Nitto Palma. E la Brambilla? Che incarico avrà? Dopo essere stata per giorni e giorni la signora dell’ambiente, la sciùra potrebbe approdare alla Salute, come viceministro. Anche se nella giornata di ieri nemmeno su questo incarico c’è da scommettere. Tra l’altro bisognerà sapere che intenzione abbia Berlusconi per quanto riguarda la famiglia. Se ci sarà o no una delega specifica.
Tutti corrono
meno la Mussolini
Ma possibile che non ci sia nemmeno un riconoscimento per Azione sociale? «Sono molto delusa», confessa Alessandra Mussolini. «Non si può certo dire che l’inizio sia stato felice. Anzi per noi è stato molto deludente, sia dal punto di vista della partecipazione, sia del coinvolgimento. Io penso che anche gli altri partiti della coalizione devono avere un coinvolgimento, non solo Forza Italia e Alleanza nazionale. Avere una rappresentanza penso sia questo il senso di una coalizione. Penso sia una questione di serietà coinvolgere tutti».Non ha funzionato nemmeno l’annuncio Aaa cercansi… «Purtroppo no», spiega la Mussolini, «è stato un annuncio rimasto senza risposta. Del resto non mi è dato di sapere nemmeno i motivi. Eppure dare spiegazioni sulla strategia, sulla linea di percorso, senza navigare a vista e alla cieca, dovrebbe essere una prerogativa di una coalizione. O no?».Ma Rotondi ha sbattuto i piedi e ha ottenuto quello che voleva, addirittura un ministero… «Ma da noi esiste ancora il complesso dell’Udc… Comunque sono felice per Rotondi, mi sta anche simpatico». Riuscirà Azione sociale ad avere un riconoscimento? Le premesse viste sul palco del Colosseo lasciavano intendere altre cose… «È vero. Pure Stanca sembrava un sicuro ministro dopo che lo aveva detto Berlusconi, poi è sparito…».
Resta fiduciosa per qualche incarico prossimo?
«No. Non sono fiduciosa, assolutamente no. Sono delusa, molto delusa e anche un po’ arrabbiatella. Per non dire di più… Purtroppo ho già capito come butta il vento… però vediamo se cambia il corso… Mah non ci credo più perché non c’è stato nessun riconoscimento formale e anche la forma conta».





