Bondi sposa Elkann e lo porta al ministero
marco | 17 maggio 2008
Lo scrittore Alain Elkann sarà consigliere del ministro Bondi ai Beni culturali. Un riconoscimento frutto della «carica dei 101», poi diventata una spedizione delle mille firme, raccolte nel manifesto-appello sull’importanza della cultura e del turismo in Italia. Un successone che ha spinto Elkann in casa di Bondi. Molti i personaggi di spessore bipartisan che hanno aderito all’iniziativa, da Giorgio Albertazzi a Uto Ughi, da Massimiliano Fuksas a Pupi Avati, da Lucio Dalla a Martina Mondadori. Il manifesto, intitolato «Italia, paese della cultura e della bellezza», chiede ai governanti che le politiche di promozione del turismo siano centralizzate e non più disperse in «una comunicazione distribuita in mille canali di scarso impatto complessivo», e che vengano sviluppati progetti di integrazione tra diversi tipi di turismo. Ma è soprattutto al fisco che il pacchetto di Elkann si rivolge (la spesa pubblica statale per beni e attività culturali rappresenta solo lo 0,30% del bilancio dello Stato, e colloca l’Italia al 10° posto in Europa). In materia di turismo, per esempio, andrebbe riallineato il sistema fiscale italiano a quello degli altri paesi europei (in Italia l’aliquota Iva applicata al settore è al 10%, contro il 5,5% della Francia).





