Alemanno sfida la lobby del potere. Festa del Cinema, staffetta Bettini-Mondello. Nuovi cda: si comincia dall'Ama. Lotta agli ex sindacalisti
marco | 23 maggio 2008
Quindici anni di governo sono tanti. Ti permettono di gestire e di lottizzare il potere. Dai cda nelle aziende municipalizzate agli incarichi politici, fino alle nomine di prestigio. Lo sa bene il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che si trova davanti a legioni di dirigenti scelti dai suoi predecessori, Francesco Rutelli e Walter Veltroni. Alemanno vorrebbe rivedere vertici ed equilibri delle holding del Campidoglio, anche perché la situazione economica segna un profondo rosso, soprattutto nel settore trasporti. Fulvio Vento, il presidente di Atac (l’agenzia per la mobilità) si è già dimesso. Il bilancio segna oltre 100 milioni di debiti. In perdita anche il bilancio di Trambus, in sostanziale pareggio quello di Met.Ro. L’idea più gettonata per l’imminente futuro sembra quella di accorpare Trambus e Met.Ro, renderle più snelle in vista della liberalizzazione e del bando di gara. Tra l’altro l’amministratore delegato di Trambus, Raffaele Ranucci, è stato eletto senatore.
Seppure il barometro delle municipalizzate segna tempesta da anni, le attenzioni dei media e dei politici si sono spostate più sulla Festa del Cinema di Roma che su Trambus e Atac, le aziende del trasporto capitolino. Forse perché fa gola la presidenza della Fondazione Cinema per Roma, attualmente nelle mani di Goffredo Bettini, l’inventore del modello Roma, il regista delle amministrazioni di Rutelli e di Veltroni, il coordinatore del Pd. Un uomo potente che però la sconfitta nelle ultime elezioni lo ha messo sotto attacco sia all’interno del suo partito, sia tra gli oppositori esterni. Nel Pd ha perso un po’ di potere, dovendo dividerlo con tutti gli esponenti delle correnti. A Roma ha già fatto capire che è pronto a lasciare la presidenza della Festa del Cinema, il fiore all’occhiello della sua carriera. Lo ha detto, quando sono cominciate a circolare le voci su una possibile chiusura dell’evento, la cui terza edizione è fissata dal 22 al 31 ottobre 2008. E come un papà ha detto: prendete me e non lei. La Festa, dunque, continuerà anche sotto il governo di Alemanno, verrà un po’ riorganizzata, anche dal punto di vista degli sforzi economici (che però per oltre il 60 per cento sono sulle spalle degli sponsor). Probabilmente verrà unita ai David di Donatello e ci saranno meno passerelle e più aiuti concreti al cinema italiano. Così, almeno nei propositi. Bettini, invece, potrebbe non farcela a conservare la presidenza. Se lascerà l’incarico chi prenderà il suo posto?
Il primo nome che è circolato è stato quello del regista Pasquale Squitieri, il marito di Claudia Cardinale. Il secondo è stato quello di Pietro Calabrese, già nel cda con Carlo Fuertes e Giovanni Malagò, ex direttore del Messaggero e di Panorama. Un terzo potrebbe essere Piera Detassis, direttrice del mensile Ciak. A oggi però il candidato più forte che piace anche al centro-sinistra è Andrea Mondello, attuale presidente del Collegio Fondatori, ma anche presidente della Camera di Commercio di Roma, che con Comune, Provincia e Regione finanzia la Festa del Cinema. Mondello è anche presidente di Unioncamere ed è stato vicepresidente di Confindustria. Manager bipartisan, imprenditore di successo alla Peroni, stimato da Veltroni e da Berlusconi. Col primo ha lavorato a stretto contatto di gomito per anni. Il secondo lo incontrò per sondare il terreno sulla possibilità di scendere in campo col Pdl, quando si parlava di Giorgia Meloni e prima che la scelta ricadesse su Gianni Alemanno. Del resto a destra è stata letta come un’apertura la presa di distanza di Mondello nei confronti del presidente della Regione, Piero Marrazzo, quando il governatore del Lazio annunciò che sia il suo ente sia la Camera di Commercio erano favorevoli affinché la Festa del Cinema continuasse la sua kermesse. Mondello disse a riguardo che la Camera di Commercio è da sempre abituata a prendere decisioni da sola e non per bocca di Marrazzo. Da allora si è parlato di riposizionamento di Mondello, anche perché i rapporti tra lui e Veltroni non sono più idilliaci. L’ex Peroni si aspettava una maggiore considerazione dall’ex sindaco. Certo, se Veltroni e Bettini avessero scelto, anziché Rutelli, uno tra Mondello, Gasbarra o Zingaretti forse il Campidoglio non avrebbe svoltato a destra. Tra l’altro viene da pensare, vista la stima, che con Mondello in partita il Cavaliere non avrebbe chiesto ad Alemanno di scendere in campo. In corsa ci avrebbe lasciato la Meloni. Ma con dietrologia e senno del poi non si fa politica. Nei primi giorni di giugno si terrà l’incontro che dovrebbe dissipare i dubbi. Probabilmente sapremo se Bettini resterà al suo posto o se sarà Mondello a sostituirlo.
SI COMINCIA DALL’AMA
Si è detto che il sindaco di Roma prima di fare nuove nomine rispetterà le scadenze. Il primo consiglio di amministrazione che finirà il mandato è quello dell’Ama, l’azienda municipale che si occupa di ambiente. Quindi anche di rifiuti, degrado e tanti altri servizi. L’attuale presidente è Giovanni Hermanin, uno dei fondatori dei Verdi, poi passato alla Margherita e al Pd, ex assessore della giunta Veltroni. Uno dei nemici giurati di Francesco Storace quando ricopriva la carica di governatore del Lazio. Inutile dirlo, ma nessuno scommetterebbe nemmeno un centesimo falso su una sua riconferma. Salterà anche l’amministratore delegato Biagio Eramo. Sui papabili per ricevere l’incarico nulla è trapelato. Il vero problema del centro-destra è la mancanza degli uomini che fanno la nomenklatura. Al contrario del centro-sinistra che negli anni ha saputo e potuto coltivare i ricambi generazionali.
Ovvio che Alemanno e i suoi collaboratori si guardano attorno per cercare uomini adatti al loro disegno. Manager capaci di riportare i conti delle aziende in attivo, o quantomeno di arrestare il deficit pluriennale. Su Ama Alemanno vuole metetrci subito mano anche per dare un segnale ai tanti romani che l’hanno votato. L’argomento degrado e sporcizia delle strade cittadine, soprattutto nelle zone più periferiche, è stato preceduto solo dalla sicurezza nelel richieste fatte dai cittadini. Poi c’è da affrontare l’emorragia economica dovuta al fallimento delle iniziative internazionali costate un patrimonio.
Sono invece candidate alla chiusura Zètema e Risorse per Roma, la prima si occupa di servizi culturali, la seconda del patrimonio immobiliare e dei progetti del territorio.
LOTTA AGLI EX SINDACALISTI
Trasporti capitolini nel caos. E non solo per il traffico, ma anche per i bilanci in rosso. Il deficit complessivo supera i 100 milioni di euro. Atac, Trambus e Met.Ro non fanno dormire sonni tranquilli agli amministratori del Campidoglio. Le aziende di trasporto, oltre il deficit, hanno in comune anche il fatto di avere tantissimi ex sindacalisti di Cgil-Cisl e Uil collocati nei posti di comando. Il presidente dell’Atac Fulvio Vento, dimessosi subito dopo le elezioni, è un ex Cgil. Ex sindacalisti della triplice sono anche Raffaele Morese, presidente di Trambus, e Stefano Bianchi, presidente di Met.Ro.
Non a caso i loro successori all’interno del sindacato hanno trovato non poche difficoltà nel cercare di arginare le lotte e le proteste del personale all’interno delle aziende. Si sono trovati tra l’incudine e il martello: da una parte i lavoratori, dall’altra gli ex capi, ora dirigenti di successo. Ne sanno qualcosa i macchinisti del metrò o i conducenti di bus che spesso non sono riusciti a far sentire la loro voce, soffocata nei meandri del potere. Tra l’altro la confusione che regna nel settore trasporti è singolare. L’Atac detiene la proprietà dei mezzi e dei magazzini, gestisce le gare per l’acquisto dei mezzi e intasca i ricavi dal traffico. Trambus non ha capitale patrimoniale e quindi non può offrire garanzie al suo deficit che è intorno ai 5 milioni. La situazione si è complicata da quando l’amministrazione Rutelli creò uno spacchettamento di società, aumentando i posti di potere, ma generando una confusione di incarichi e di personale. Nacquero società come la Sta che si trovarono a gestire i parcometri e i permessi per il centro storico, con gli ausiliari che facevano le multe al posto dei vigili urbani. Mentre sui bus oltre il 50% parla straniero e soprattutto non paga il biglietto.






volevo sapere come si fa a dire che le società
franco | 2 giugno 2008volevo sapere come si fa a dire che le società zetema e risorse sono candidate alla chiusura ma lo sapete DI COSA STATE PARLANDO SE DOVESSE SUCCEDERE UNA COSA DEL GENERE L’ERA DI ALEMANNO E’ ARRIVATA AL CAPOLINEA sapendo di metttere sulla strada quali 1000 famiglie senza lavoro E’ BENE CHE STIA ATTENTO E ANCHE GLI ORGANI DI INFORMAZIONE EVITINO DI FAR GIRARE TESI INCONTROLLATE STIAMO SEMPRE PARLANDO DI LAVORATORI.
volevo sapere come si fa a dire che le società
franco | 2 giugno 2008volevo sapere come si fa a dire che le società zetema e risorse sono candidate alla chiusura ma lo sapete DI COSA STATE PARLANDO SE DOVESSE SUCCEDERE UNA COSA DEL GENERE L’ERA DI ALEMANNO E’ ARRIVATA AL CAPOLINEA sapendo di mettere sulla strada quasi 1000 famiglie senza lavoro E’ BENE CHE STIA ATTENTO E ANCHE GLI ORGANI DI INFORMAZIONE EVITINO DI FAR GIRARE TESI INCONTROLLATE STIAMO SEMPRE PARLANDO DI LAVORATORI.