La nuova Rai potrebbe ripartire da Mike Bongiorno e Giorgio Gori
marco | 21 maggio 2008
La prima spina nella rosa Pdl si chiama Rai. Se il governo Berlusconi sembra procedere con le idee chiare (più o meno…) sulla sicurezza, sui rifiuti, sull’Ici e sugli straordinari da detassare, per quanto riguarda la tv di stato invece sta accusando qualche tentennamento di troppo. Sulla questione siamo ormai alla spaccatura. Da una parte c’è una squadra capitanata da Gianni Letta e Paolo Bonaiuti che consiglia a Berlusconi di non smuovere le acque. Leggi il resto dell’articolo »
Basta con la guerra ventennale alla Rai, ha detto Berlusconi a Veltroni, e questa dichiarazione è stata letta (o sarebbe meglio scrivere Letta) come un’apertura al dialogo nei confronti dell’opposizione. E e di conseguenza come una brusca frenata verso le nuove nomine. Gianni Letta ha consigliato al Cavaliere di prendere tempo, di non farsi condizionare dalla foga di chi è assetato di potere. Di tendere una mano all’opposizione per dialogare e per dimostare a tutti che il suo Berlusconi IV non è come il governo precedente, capace di fare mambassa di nomine Rai, nonostante i soli 24 mila voti in più ottenuti alle elezioni. L’apertura di Berlusconi è piaciuta a Veltroni perché ha l’effetto di una cortina fumogena che serve a mantenere gli attuali presidi e gli permette di non subire la terza sconfitta consecutiva, dopo le politiche e il Campidoglio. L’apertura del Cavaliere non è stata invece capita né condivisa dal popolo di An, della Lega e in parte dei forzisti, che con i denti di Dracula hanno la bava alla bocca dopo mesi e mesi di digiuno. 




