La Monsè, una favola contro l’inquinamento
marco | 9 luglio 2008E’ al suo terzo libro. L’ha scritto in qualche mese. Si tratta di una favola con protagonista una bimba che si chiama come sua figlia, Perla. Lei è Maria Monsè, showgirl con l’hobby della scrittura. «Non mi ritengo una scrittrice, ma ho una grande ammirazione per chi scrive. Sono una amante della scrittura. Seguo il mio istinto, sono affascinata da questa arte» confessa la soubrette.
Perla e le meraviglie del mare è il titolo del libro. La piccola Perla, nel corso di una crociera con i suoi genitori, si tuffa in mare per inseguire il pesciolino Scorfanella e viene inghiottita dalle onde. Nulla di tragico però. Il mare è amico della piccola e la cullerà alla scoperta dei fondali marini. A stretto contatto con le meraviglie nascoste. Alla fine si salverà strofinando un ciondolo di perla che le ha regalato la mamma.
Maria Monsè, in pratica nel suo inconscio è lei che salva sua figlia? «Probabilmente sì», spiega la soubrette, «ma la morale non è certo questa. La favola lancia un messaggio educativo, perché Perla scoprirà che i fondali sono inquinati. E crescendo diventerà una ambientalista, prenderà la laurea in medicina e combatterà l’inquinamento».
La favola ha partecipato al Cartoon on the Bay, festival internazionale dell’animazione televisiva promosso e organizzato da RaiTrade in collaborazione con RaiFiction. Perla e le meraviglie del mare presto diventerà un cartone animato.
Il libro nel 2008 ha vinto il premio per la cultura Albatros. La prefazione è di Pippo Baudo, la casa editrice è la Caratelli Editore, il prezzo è di 12 euro. L’incasso sarà devoluto in beneficenza all’ospedale pediatrico di Roma, Bambino Gesù.
Maria Monsè presto la rivedremo in tv su Canale Italia con il programma Prepara la valigia con «tante dritte per chi si mette in viaggio» aggiunge la soubrette. La sua nuova stagione è già cominciata. E il prossimo libro? «Presto. Molto presto», promette la Monsè, che molti ricorderanno come l’opinionista di Buona Domenica. Una Perla dopo l’altra, dunque, per fare una collana di libri.






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enigma | 27 aprile 2010/
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