Caso Saccà, decisivi Malgieri e Staderini
marco | 23 luglio 2008
Ci manca solo la musica di Ennio Morricone per descrivere la resa dei conti in programma oggi al cda della Rai. Claudio Cappon chiederà il voto del consiglio per il trasferimento di Agostino Saccà, salvato dal licenziamento appena una settimana fa. Il presidente Claudio Petruccioli e gli otto consiglieri sono chiamati a esprimersi su una questione che – assieme alla presidenza della Vigilanza – sta congestionando l’azienda di Viale Mazzini. Ma all’appello si presenteranno tutti e nove i convocati? O qualcuno diserterà l’appuntamento? Chissà. Di sicuro al momento si sa che la discussione sul da farsi andrà avanti fino all’attimo fatidico. Qualora a non presentarsi fossero uno o più consiglieri della maggioranza di centro-destra, per il «soldato Agostino» sarà difficile evitare di essere trasferito al fronte. Ma chi potrebbe avere buone ragioni per disertare l’appuntamento con la resa dei conti? In questa settimana gli impegni parlamentari si susseguono a ritmi frenetici e Gennaro Malgieri potrebbe restare in aula. La sua assenza però potrebbe risultare decisiva, in quanto con 8 presenze in stanza, in caso di 4 voti per parte conta come doppio il parere del presidente. E Saccà sarebbe battuto. Lo stesso discorso vale per Marco Staderini, il consigliere dell’Udc che si è astenuto nella tornata precedente e che non fa più parte (in Parlamento) della maggioranza di governo. Una sua assenza potrebbe anche essere giustificata dal fatto che il candidato dell’Udc ha più volte detto di non volere assolutamente che la questione Saccà si trasformi in un nuovo caso Meocci, con risarcimenti da pagare per un voto impugnato dagli avvocati. Inoltre ieri Savino Pezzotta ha dichiarato che «quando in una qualsiasi azienda arriva in consiglio di amministrazione una proposta del direttore generale condivisa dal presidente e viene bocciata e vi sono consiglieri di amministrazione che evitano la responsabilità astenendosi, diventa chiaro che bisogna intervenire per fare il bene della Rai». Una vera randellata nei confronti di Staderini, collega di partito dell’Udc.
La questione tuttavia non si esaurisce all’interno del cda. Anche dentro i partiti c’è molto da discutere. In An esiste la posizione del finiano Guido Paglia che non vuole più lavorare con Saccà. Una posizione che non s’incontra con la linea tracciata da Berlusconi. Malgieri si troverà tra due fuochi: dare uno schiaffo all’amico Paglia o «disubbidire» agli ordini di scuderia. Anche l’associazione Lettera 22 (i giornalisti vicini al centro-destra) ha preso le distanze da Paglia, appoggiando Saccà, e il direttore di comunicazione-relazione esterne della Rai si è dimesso da Lettera 22.
Il centro-sinistra, salvo sorprese dell’ultim’ora, voterà compatto. Perfino Sandro Curzi dovrebbe esprimersi a favore del trasferimento, seppure a suo giudizio la decisione andava presa dopo l’uscita delle prime intercettazioni. In questo caso però tutto si può dire al dg Cappon meno che non sia stato iper garantista.
Prima del voto odierno potrebbe uscire dal cilindro magico un nuovo coniglietto: qualcuno potrebbe impugnare la votazione della scorsa settimana, in quanto il consigliere Giuliano Urbani non ha dichiarato prima del voto il proprio conflitto di interessi, visto che fu coinvolto con Saccà nelle chiacchierate sul progetto Pegasus del direttore di Rai Fiction.
USIGRAI DIVISO. Sul caso Saccà anche l’Usigrai sembra spaccato. Vivace discussione telefonica nei giorni scorsi tra Ilaria Sotis, conduttrice radiofonica e componente del direttivo dell’Usigrai, e Carlo Verna che del sindacato è il capo. Argomento, la mancata cacciata di Saccà da parte del cda. Verna sosteneva la possibilità di fare uno sciopero coinvolgendo dirigenti e i giornalisti, la Sotis invece proponeva una manifestazione fuori i cancelli di Viale Mazzini con qualche striscione.





