Campidoglio, i derivati non sono un problema
marco | 30 luglio 2008DAL TEMPO
Di FILIPPO CALERI
L’allarme buco nel bilancio di Roma si ridimensiona. Dopo l’iniezione di liquidità di 500 milioni di euro, garantita dal Governo al sindaco Gianni Alemanno, e che ha scongiurato il blocco delle attività comunali un’altra buona notizia per l’attuale giunta potrebbe arrivare sulla scrivania del primo cittadino prima della pausa estiva.
Per quella data, infatti, la società di consulenza milanese, incaricata dal Campidoglio di verificare la «mina» dei cosiddetti strumenti derivati sul bilancio comunale, consegnerà la relazione con l’esito delle ricerche. Che, secondo quanto risulta a Il Tempo, scongiurano il rischio di un crac finanziario.
Le operazioni contabili proposte dalle banche al Comune di Roma non avrebbero, infatti, secondo i consulenti incaricati, quelle caratteristiche di rischiosità tali da mettere a repentaglio le già fragili condizioni in cui versano le casse capitoline.
Pericolo scongiurato, dunque, almeno dal punto di vista di quei famigerati strumenti chiamati «derivati» che nei libri di economia sono descritti come semplici polizze assicurative contro determinati rischi finanziari (il rialzo dei tassi di interesse o le variazioni di valore tra le monete) e che, nella follia speculativa degli ultimi anni, si sono trasformati frequentemente autentiche bombe a orologeria nei conti degli enti locali.
Proprio per evitare sorprese di questo genere, all’atto del suo insediamento, Alemanno avrebbe dato mandato a una società di consulenza indipendente per valutare se i contratti intestati al Campidoglio contenessero clausole più o meno occulte in grado di produrre extraprofitti per le banche interessate e deficit per l’amministrazione. La ricognizione avrebbe dato esito negativo per un possibile default da derivati. Un risultato che confermerebbe la tesi sostenuta dall’ex amministratore al bilancio, Marco Causi, sulla bontà e regolarità degli strumenti finanziari siglati nel corso del mandato dell’ex sindaco Walter Veltroni.





