La rivolta dei deputati del Pdl. E Libero bacchetta anche il suo editore “onorevole fannullone”
31 07 2008
Deputati del Pdl sul piede di guerra. Ci sono rimasti davvero male. Vuoi per il sorprendente esito del voto sull’emendamento Milleproroghe che ha mandato il governo sotto, vuoi perché gli assenti in aula sono finiti nel mirino. Sta di fatto che lo stato d’animo non era certo il migliore. Se a tutto ciò si aggiunge quello che ha detto il premier Berlusconi, apriti cielo. Il Cavaliere ha elogiato «l’indiscussa e indiscutibile superiorità dei senatori». Un altro schiaffo, dunque, per i deputati del Pdl reduci dalla caporetto del Milleproroghe. Ad alzare la voce è stato il vice capogruppo di Montecitorio, Italo Bocchino, che ha definito le parole del premier «infelici, irrispettose e irricevibili. Parole che provocano un ulteriore disagio ai deputati, già costretti a convertire decreti blindati del governo». Subito pronta la difesa d’ufficio del premier. A parlare è il ministro La Russa: «Io c’ero quando ha parlato Berlusconi e vi assicuro che nessuna delle parole pronunciate può essere considerata irriguardosa nei confronti dei deputati».
Tuttavia, quello che veramente brucia ancora tanto è il fuoco delle polemiche divampato in seguito alla sconfitta della maggioranza sul Milleproroghe. Sul fatto che diversi giornali hanno sottolineato le numerose assenze dei deputati in aula. Su chi ha votato in un modo, chi si è astenuto e su chi se ne stava in santa pace al mare. Singolare il caso di Libero. «Onorevoli fannulloni» è il titolo scelto dal direttore Vittorio Feltri in prima pagina, sotto il gigantesco occhiello-logo: «Camera vista mare». Nel fondo Feltri ci va giù pesante, alla sua maniera: «Che in un giorno decisivo manchino all’appello 67 deputati del Pdl, e il governo vada sotto, non si giustifica. Però si spiega: alla camera, la maggioranza si segnala per un alto numero di fannulloni, esattamente come un qualsiasi ufficio pubblico».
Ma chi erano gli assenti?
ItaliaOggi ieri ha pubblicato tutti i nomi, anche quelli di deputati assenti più che giustificati, non solo perché in missione, ma in quanto convalescenti dopo un grave incidente, come quello che ha coinvolto Ida D’Ippolito Vitale il primo luglio a Lamezia Terme. Libero ha invece sorvolato sull’elenco dei nomi degli assenti, facendone solo alcuni, ma non quello di Antonio Angelucci, editore del quotidiano di Feltri.



















