Serie A, è già Juve-Inter. Milan e Roma alla gogna: sotto accusa la campagna acquisti di entrambe. In discussione anche Ancelotti e Spalletti
marco | 14 settembre 2008Campionato, è già Juve-Inter. Dopo due gare infatti, delle cinque accreditate per la lotta scudetto solo bianconeri e nerazzurri hanno vinto almeno una volta. Le altre tre invece, non solo non hanno mai centrato la vittoria, ma hanno già perduto l’imbattibilità stagionale. Il Milan addirittura ha perso tutte e due le partite finora giocate. Delle tre, comunque, sta meglio la Fiorentina che ha incontrato la Juve, pareggiando all’ultimo minuto, e il Napoli, la squadra più in forma del momento. Per Roma e Milan il discorso è più serio. Le gambe ancora non girano al meglio e anche la testa non è concentrata come dovrebbe. Troppi errori, ritmi sotto tono, imprecisione del singoli (soprattutto dei big), personalità depresse, infortuni, poca grinta e rabbia. Attributi che la Juve (contro l’Udinese), e l’Inter (in dieci contro il Catania) hanno tirato fuori. Si vede fin da queste prime gare quanta fame abbiano quest’anno nerazzurri e bianconeri. Anche se va detto che pure dal punto di vista degli episodi sono già in credito con la fortuna e le decisioni degli arbitri. L’Inter ha vinto con un gol fantasma e l’Udinese reclama un rigore non concesso nel finale nella gara con la Juve. Episodi a parte, Juve e Inter hanno dimostrato finora di essere superiori alle rivali. La Juve, poi, sembra la più equilibrata nei reparti. A centrocampo e in attacco è la migliore. Anche negli automatismi è la più forte. Già rodata a puntino, spesso su di giri. Con Amauri che si è inserito a meraviglia. L’Inter, per contro, ha cambiato modo di giocare: davanti c’è una sola punta, ci sono due esterni veri, e poi c’è il verbo di Mourinho che ancora non è stato assimilato perfettamente dalla squadra. Di Milan e Roma le battute d’arresto di inizio stagione hanno già messo in discussione i due tecnici e soprattutto la campagna acquisti. I rossoneri hanno fatto mambassa di palloni d’oro. Visti attualmente né Sheva, né Ronaldinho, né Kakà meriterebbero di giocare per lo stato di forma che attraversano. La difesa colleziona errori e ingenuità. Maldini non è eterno. Come non lo sono i polmoni di Ambrosini e Gattuso (che è pure infortunato). Si ha l’impressione che quest’anno per Ancelotti ci sarà una gatta da pelare grande come una tigre. Addirittura a Marassi il Milan è andato peggio della prima persa col Bologna. Il male della Roma è un rebus. Quest’anno è stata fatta la stessa preparazione della stagione scorsa. Con la differenza che un anno fa la squadra aveva azzeccato una partenza sprint. Aveva già vinto la Supercoppa e le prime partite di campionato. Quest’anno non ha ancora vinto nemmeno una gara. Gambe e testa sembrano ancora in vacanza. Oltre ai timori che lo spogliatoio non segua più al cento per cento il tecnico Spalletti, esistono forti dubbi sulla campagna acquisti. Baptista e Menez faticano a entrare nei meccanismi di gioco, non favoriti certo dall’assenza di Totti e non aiutati dalla loro precaria condizione fisica. Tuttavia, nessuno dei due può diventare quella punta che alla Roma serviva come il pane. Ma invece di Baptista e Menez non era meglio acquistare il solo Di Natale? Il cassiere della Roma avrebbe pure risparmiato.





