Il marcio della Roma sta nella società: dilettanti allo sbaraglio
marco | 2 novembre 2008La Roma perde ancora. Anche a Torino con la Juve. Gioca un buon primo tempo fino al 38°, poi prende l’ennesimo gol su calcio piazzato. Fantastico Del Piero e buio sui giallorossi e su Spalletti. Il gioco dello scorso anno non c’è più. La testa, le gambe, la grinta e la rabbia dello scorso anno non ci sono più. E non ci sono più nemmeno i movimenti dei giocatori senza palla, che avevano fatto grande il gioco di Spalletti. Il tecnico continua a dire che la crisi è solo psicologica. Che il momento è difficile, che gira tutto storto, che i giocatori hanno paura quando vanno sotto. In pratica, scatta un blocco psicologico. Ma c’è di più. E’ in crisi il modulo, è in crisi la squadra. I giocatori sono spompati, non hanno più voglia di correre senza palla. Di proporsi e smarcarsi. E’ in crisi la società. E’ stata sbagliata la campagna acquisti. Non è stata acquistata una punta di ruolo. Non è stato comprato Di Natale, non è stato acquistato Milito. O Zarate. Tanto per fare alcuni nomi di calciatori che hanno ammesso di essere stati contattati dalla Roma. Nessuna punta acquistata, nonostante Totti e il suo infortunio. Questa squadra non segna più un gol. E’ vero che nel mirino c’è finita la difesa, ma l’attacco dov’è? Vucinic sembra un calciatore a fine carriera. Baptista s’impegna ma non fa la differenza. A chi ci si può affidare? A Okaka o a Montella? Stendiamo un velo pietoso. E pensare che per Menez si sono spesi tutti quei soldi… Una pazzia. Le squadre che vanno bene in campionato hanno 4-5 attaccanti di ruolo che fanno gol. La Roma, per la fase offensiva, continua ad affidarsi ancora a Taddei, o ai lanci lunghi per Vucinic che non la sfiora mai. Cosa fare per uscire dal tunnel? Cambiare Spalletti, purtroppo, potrebbe non servire a nulla, se non altro perché a spasso non c’è nessun tecnico adatto al problema. Per carità, non parliamo di Mazzone e Bruno Conti. Allora sì che si va in serie B. Se la società avesse due soldi si potrebbe prendere Donadoni… Servirebbe? Forse sì. Darebbe una scossa. Ma la Sensi non ha soldi. Ne deve dare così tanti a Unicredit che è impensabile un altro sforzo economico. L’unico sforzo che fa la Sensi fa è mandare in ritiro la squadra. E senza parlarne nemmeno con Spalletti. Dilettanti allo sbaraglio.






Meglio Gheddafi che la Sensi La Sensi se ne deve andare.
viviana | 2 novembre 2008Meglio Gheddafi che la Sensi
La Sensi se ne deve andare. Si faccia avanti chi ha i soldi. Speriamo che l’Unicredit porti un nuovo compratore. Meglio perfino Gheddafi.
La squadra è una vergogna. Giocatori come Vucinic, Perrotta e Taddei è ora di mandarli via.
Viviana