Tra Vespa e Mentana c’è una Talpa di troppo
marco | 28 novembre 2008
Enrico Mentana dà i numeri e Bruno Vespa fa scoppiare il finimondo. Il tridente di Mediaset, Mentana-Donelli-Crippa, annuncia il successo di Matrix nel periodo autunnale di garanzia e scatena la redazione di Porta a Porta, pronta a sostenere la tesi che i dati diffusi da Mediaset siano alterati. Un’accusa pesante, così motivata: «Il vero ascolto della trasmissione di Mentana matura il venerdì quando Porta a porta non va in onda. Nella sovrapposizione di lunedì e mercoledì Porta a porta registra uno share del 17.82% contro il 17.51% di Matrix. La trasmissione di Vespa ha inoltre vinto 12 serate contro 10. Tutto questo nonostante un palinsesto che penalizza fortemente Porta a porta. Il dato generale è influenzato dal prolungarsi fino a tarda notte del giovedì della trasmissione di prima serata di Italia 1 La talpa, che ha indotto perfino Maurizio Costanzo a spostarsi nella seconda serata della domenica». Tornando ai dati diffusi da Mediaset, Matrix è leader mei programmi di informazione nella media share col 18,2%. Annozero è al secondo posto (un bel successo per Santoro se si tiene conto che su Italia 1 faceva l’8%, come ha ricordato Mentana). Terza posto per Vespa con il 17,3%, davanti a Ballarò (15,5). Qualche perplessità sul fatto che siano state mischiate le medie ottenute da programmi di prima serata con altri di seconda e di terza. Tuttavia l’affermazione di Matrix è ancora più netta nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 64 anni. Qui si registra la caduta di Porta a Porta, il cui pubblico evidentemente ha un’età maggiore. Pensate – lo dice Mentana – tra i trentenni Matrix doppia Porta a Porta e tra i ventenni fa addirittura il triplo di ascolti. Ma non è finita: mentre Mauro Crippa ricorda come il pubblico di Matrix sia (per l’età) multipiattaforma e il «brand» Mentana sia griffato, Massimo Donelli sfila il telone dalla targa: in primavera ci saranno tre puntate di Matrix in prima serata. Per Mentana, dunque, il girone di ritorno prevede i tempi supplementari.
IL TG VIEN DI NOTTE. Complimenti al Tg3 e al suo direttore, Antonio Di Bella. Linea Notte sta vincendo la sua battaglia. L’edizione funziona, nella formula, nei conduttori (l’altro è l’inossidabile Maurizio Mannoni), nello studio. I televisori al plasma che annunciano i collegamenti e il touch screen verticale (all’americana) che riassume i fatti del giorno ne fanno il tg più innovativo (nel quale finalmente non gira un politico in studio). Altre novità che piacciono: il cronista locale che racconta un fatto regionale e l’intervista curata da Bianca Berlinguer o Giuliano Giubilei a un esponente della maggioranza o dell’opposizione. Uno al giorno e a piccole dosi. Informazione e approfondimento, dunque, ma senza battibecchi e «panini».
GIORNALE RADIO, SI AVVICINA BAGNARDI. Per la futura direzione del Giornale Radio irrompe la candidatura di Antonio Bagnardi, attuale direttore di Televideo. Sembra sia passato in testa tra i papabili pronti a prendere l’eredità di Antonio Caprarica. Lo seguono in graduatoria Bruno Socillo e Andrea Buonocore.
L’ISOLA DEGLI ANORESSICI. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in prima linea nella lotta all’anoressia, bacchetta Simona Ventura. I 16 kg persi da Vladimir Luxuria l’hanno fatta saltare dalla sedia: «Cattivi esempi non sono soltanto modelle e modelli troppo magri, ma anche i reality show come l’Isola dei Famosi perché non danno buone indicazioni in merito al rapporto con il cibo. I concorrenti mangiano poco e ogni tanto si abbuffano, quindi sono un cattivo esempio di abitudini alimentari».
MENO MALE CHE CROZZA C’E’. Il programma della Dandini tra il 7 e l’8% di share. La Cortellesi ancora sotto, intorno al 6%. Allora hanno ragione i politici: la satira non fa più divertire. A questo punto non resta che mandare i titoli di coda e cantare la sigla: «Meno male che… Crozza c’è».





