Petruccioli infiamma la vigilanza. Scontro tra commissari e presidente Rai. Villari fa il pompiere.Fabio Fazio finisce sotto processo. Ma il numero uno di viale Mazzini lo difende: è come Letterman
marco | 11 dicembre 2008
C’è chi è rimasto scioccato. Chi indignato. Chi irritato. Chi deluso. Sta di fatto che l’audizione di Claudio Petruccioli alla commissione Vigilanza ha infiammato la platea dei presenti, tutti della maggioranza, a eccezione degli stacanovisti Marco Beltrandi, il radicale del Pd, e del presidente Riccardo Villari. La frase di Petruccioli che ha fatto saltare dalla sedia i commissari è stata: «Sono convinto che questi ultimi anni siano stati per la storia della Rai quelli più pluralisti». Un detonatore che ha fatto esplodere la polveriera. «La sinistra sta facendo di tutto perché questa Vigilanza non funzioni», ha detto Giovanni Mottola del Pdl, «mentre i loro amichetti fanno quello che vogliono in Rai e a me mi viene il mal di fegato quando accendo la tv». Una miccia che il presidente della Rai ha rilanciato in direzione del suo accusatore: «Chi parla di amichetti usa una parola impropria, se si riferisce a noi. Rifiuto il criterio di appartenenza politica per il cda che è il massimo organo dell’azienda e ha dimostrato il contrario nei fatti. Comunque se è questo il criterio che si vuole usare la maggioranza di questo cda non è mai stata di centrosinistra».
Incalzato da Giancarlo Mazzuca (sempre Pdl) che gli ha chiesto fino a che punto la governance della Rai può andare avanti con questa situazione, Petruccioli ha risposto che non pensava di mangiare il panettone a Natale. E invece…
L’interrogatorio è continuato sul tema Fazio e sul 6 a 0 di ospiti politici (a favore della sinistra) in Che tempo che fa. Petruccioli ha difeso l’anchorman dicendo che Fazio è una specie di David Letterman, «con interviste a persone che stanno agli onori della cronaca e dell’attualità». Una risposta che ha surriscaldato ancora di più gli animi. A quel punto nel mirino ci sono finiti Santoro, Travaglio, la Annunziata. Chi più ne ha più ne metta. Molto duro il capogruppo del Pdl, Alessio Butti: «Petruccioli ha attaccato l’operato della commissione precedente, ha fatto chiari riferimenti a ingerenze da parte della politica, non dando risposte concrete alle domande dei commissari. Ci ha per due volte ripetuto le stesse cose». Per poi sbottare in un: «Lei deve rispondere alle nostre domande e deve assumersi delle responsabilità».
Alla fine è apparso imbarazzato dal comportamento di Petruccioli perfino il dg Claudio Cappon, che verrà ascoltato in seguito. L’unico soddisfatto della giornata è il presidente Villari. «Dialogo costruttivo – ha detto – dibattito proficuo, nessuno scontro. Si è parlato di canone, governance e pluralismo dell’informazione».
Il radicale Beltrandi è andato su tutte le furie quando Petruccioli se l’è presa con la vecchia vigilanza. «Semmai è stata la Rai di Petruccioli a non rispettare le attività della precedente legislatura», ha detto Beltrandi. Ha rincarato la dose Giancarlo Mazzuca, Pdl: «Non mi è piaciuto per niente l’atteggiamento di Petruccioli. Ha parlato di ingerenze e condizionamenti politici. Ma da che pulpito è giunta la predica! Lui sì che è stato un politico. E poi quelle risposte così evasive e quasi provocatorie che la dicono lunga».





