L'ombra di Previti sulla Rai
marco | 22 gennaio 2009
Si corre verso il traguardo. I partiti politici hanno messo il turbo per arrivare al più presto alle nomine Rai, prima che la Consulta si pronunci sul caso Petroni-Fabiani. Il capitolo Villari si è bruscamente concluso, con le giunte delle camere che hanno decretato lo scioglimento della Vigilanza. Una decisione resa necessaria per «risolvere una non più sostenibile situazione di paralisi dell’organo parlamentare», si legge nelle motivazioni. In pratica secondo le giunte di Fini e Schifani «il parlamento si è venuto a trovare nella condizione di non potere esercitare fondamentali prerogative in materia di servizio pubblico radiotelevisivo, a tutela di valori costituzionali primari quali la libertà di manifestazione del pensiero, la libertà ed il pluralismo dell’informazione».
Per Villari dunque un’uscita senza l’onore delle armi. Tra i commissari al suo posto ci sarà Mauro Ceruti. Eppure dell’ex presidente tutto si può dire meno che sia stato lui il colpevole di questa situazione grottesca. Ora si riparte da Sergio Zavoli. A ore i capigruppo presenteranno le liste dei commissari prescelti per votare il candidato di Veltroni, gradito anche dal Pdl. Si tratterà del primo successo per il leader del Pd, da quando è all’opposizione. Fatto Zavoli si penserà alle nomine del cda, del presidente e del direttore generale. Per mesi e mesi i candidati sono stati sulla graticola. Qualcuno si è bruciato, qualcun altro ancora resiste. Ora la grande battaglia la stanno combattendo i mediatori. Berlusconi li lascia seminare, tanto l’ultima parola sarà la sua. Ovviamente i candidati che sanno di essere in corsa si prodigano nel cercare appoggi importanti per arrivare al traguardo. Tra i più attivi in questa fase c’è anche Cesare Previti. L’avvocato ha due colpi in canna che se centreranno il bersaglio diventeranno due colpi da maestro. Il primo è Gianfranco Comanducci, da sempre vicino a Previti, amico di vecchia data. Un valido dirigente Rai che subì, senza battere ciglio, uno spostamento importante durante le nomine del governo Prodi. Cappon gli fece lasciare la carica di capo del personale Rai (le risorse umane). Da allora a oggi Comanducci è in attesa di un risarcimento, tanto più adesso che il pallino è nelle mani dei berluscones. Ma per il posto da direttore generale Comanducci dovrà vedersela con un’altra candidata doc, profonda conoscitrice della Rai, apprezzata e stimata dal mondo cattolico. Si tratta di Lorenza Lei, da anni nello staff del dg. Tramontata, a quanto pare definitivamente, la candidatura del superfavorito Stefano Parisi, la sfida è tra i due. Un braccio di ferro non solo tra due manager di viale Mazzini, ma anche una contesa tra i socialisti e i cattolici, oggi più che mai impegnati in una lotta di poltrone. La serie di successi inanellata dai laici nei confronti dei cattolici, a cominciare dai posti di governo, farebbe pensare che almeno stavolta si possa optare per una scelta trasversale che faccia piacere a molti. Vedremo.
L’altra cartuccia che Previti prova a sparare riguarda la direzione del Tg1. Lunedì scorso, secondo Dagospia, Pierluigi Battista è stato visto nei pressi dello studio di Previti. Non è da escludere, dunque, che i due si siano incontrati per mettere a punto la strategia. Tra l’altro, qualche giorno prima, il direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, aveva parlato del suo vicedirettore a Gianfranco Fini. Dopo il «no grazie» di Maurizio Belpietro, Pigi Battista è passato in pole position per subentrare a Gianni Riotta alla guida del telegiornale più visto dagli italiani. Ma forse per arrivare al traguardo non basta la sola benedizione di Previti.





