Santoro scomodo e accerchiato: tutti vogliono la sua testa, ma a Berlusconi non conviene
marco | 22 gennaio 2009
Ora più che mai Michele Santoro sa di essere un personaggio scomodo. Oggi ancora di più perché pure all’interno del Pd ha perso consensi. Anzi, di più. Probabilmente si stapperebbero bottiglie nelle stanze del primo partito di opposizione se in futuro si decidesse di attuare un altro editto bulgaro nei confronti dell’anchorman di Annozero. Tuttavia, questa volta, paradossalmente è proprio Berlusconi il principale «alleato trasversale» (le virgolette sono d’obbligo) di Santoro. Le cannonate di Michele alla fine fanno più male al Pd che al Pdl. La frecciata al veleno nei confronti di Veltroni ha fatto saltare dalla sedia più di un esponente del Pd.
Ieri Santoro ha detto che il cda della Rai ha caricato un’arma contro Annozero lasciandola in eredità al futuro vertice aziendale perché tiri il grilletto. «Il Presidente Petruccioli e il consiglio di amministrazione della Rai – osserva il giornalista – mi attaccano pubblicamente senza motivare i loro pesanti giudizi e senza muovermi precisi addebiti sui contenuti della trasmissione. Annozero ha fotografato la tragedia dei bambini di Gaza, definiti da Benedetto XVI vittime innocenti di una inaudita violenza, senza però mancare di dar conto delle ragioni degli israeliani».
«Di conseguenza – attacca Santoro – un consiglio in scadenza non decide alcuna sanzione nei miei confronti, togliendomi di fatto il diritto a difendermi nelle sedi competenti, ma redige una scomunica a futura memoria. È come se il presidente Petruccioli e il consiglio di amministrazione avessero caricato un’arma per lasciarla in eredità ai loro successori, senza avere il coraggio di tirare il grilletto. In queste condizioni un dipendente viene contemporaneamente delegittimato e mandato in onda per raccogliere i proventi pubblicitari. Un vero editore non potrebbe mai comportarsi in questa maniera».
«Da questo momento – conclude Santoro – chiunque può sentirsi autorizzato a comportarsi nel nostro studio come hanno fatto Lucia Annunziata, Clemente Mastella e Vittorio Sgarbi. Di conseguenza, non ci sarebbero le condizioni per andare avanti. Ma per le responsabilità che sento nei confronti della mia redazione e del pubblico, Annozero andrà in onda fino a quando i partiti troveranno chi avrà il coraggio di tirare il grilletto».
Parole dure, di sfida. Che in parte però ne fanno un martire, qualora qualcuno premerà quel fatidico grilletto. Ma proprio per il gioco delle parti che abbiamo spiegato sopra, il killer incaricato di giustiziare Santoro probabilmente non si troverà. Anzi, Berlusconi potrà sempre dire: vedete, io non soffoco nessuna voce. E nella conta degli incarichi importanti Santoro finirà dalla parte della sinistra, togliendo spazio proprio a un altro candidato dell’opposizione, magari caro a Veltroni.
Tuttavia, scenari a parte, la giornata di ieri non è stata certo piacevole per Santoro. Il cda ha etichettato Annozero del 15 gennaio una trasmissione che ha peccato di intolleranza e faziosità. «A nessuno, tanto più a chi opera nel servizio pubblico, può essere negato di esprimere il proprio punto di vista, ma questo deve tener conto e rispettare anche il punto di vista degli altri». Per un giornalista non è certo bello sentirsi dare del fazioso.





