Martedì Zavoli in Vigilanza. Riotta, trovato l’accordo per lasciare il Tg1
30 01 2009
Nomine, che passione. Si potrebbe dire proprio così. Anche se la passione prende le sembianze della sofferenza, soprattutto per tutti coloro che si stanno rosolando sulla graticola. Andiamo con la raffica delle ultime voci. Cominciamo dalla Vigilanza. Martedì potrebbe essere il giorno di Sergio Zavoli presidente. Da quel momento in poi si procederà per nominare il nuovo cda di viale Mazzini. I nomi più gettonati sono sempre gli stessi. Sicuri della nomination dovrebbero essere: Angelo Maria Petroni, il consigliere fiduciario del Tesoro; Giovanna Bianchi Clerici (Lega Nord), Guglielmo Rositani (An), Rubens Esposito (Pdl), Nino Rizzo Nervo (Pd, quota Margherita). Ne mancano altri tre più il presidente. Qui la contesa sarà all’ultimo colpo in canna. Cominciamo dal presidente: se Veltroni e Bettini imporranno Pietro Calabrese si creeranno seri problemi interni per il leader del primo partito di opposizione. In pratica il braccio di ferro è a tre: Veltroni vuole Calabrese, D’Alema vuole Pier Luigi Celli (con la benedizione di Confindustria), Gentiloni vuole la conferma di Claudio Petruccioli. Chi la spunterà? Mah. Quello che sembra chiaro è che Veltroni farebbe a meno di altre polemiche interne al Pd, anzi questa volta potrebbe anche non essere in grado di reggerne l’urto. Uno dei tre leader che non avrà il proprio candidato come presidente si potrà consolare con un altro seggio in consiglio, a meno che l’Italia dei Valori non si impunti per avere un proprio rappresentante. Gianni Borgna, Carlo Rognoni e Marcello Del Bosco sono in corsa per l’ultima poltrona del Pd nel cda (sempre se non andrà all’Idv). Dei tre il più vicino ai leader è Del Bosco, dalemiano di ferro. Borgna non è più il veltroniano della giunta di Roma e Rognoni appare come un battitore libero, forse pure troppo. L’ultimo posto nel cda spetta all’Udc. Paolo Staderini non è il favorito per la riconferma. Potrebbero bruciarlo Rodolfo De Laurentiis, Erminia Mazzoni o Angela Buttiglione, destinata a lasciare la Tgr.
Ultimata la prima fase, quella di cda e presidente, si dovrà scegliere il direttore generale. I candidati in prima fila sono Gianfranco Comanducci e Lorenza Lei. Come è risaputo Stefano Parisi ha preferito restare a Fastweb. Ma non è da escludere che possa spuntare un terzo candidato. E’ tornato in voga il nome di Clemente Mimun, in lizza anche per la direzione di RaiUno o di RaiDue, visto che Antonio Marano lascerà se dovesse ricevere l’investitura a vicedirettore generale (molto probabile). Se Mimun andrà via dal Tg5 la poltrona da direttore passerà a Giorgio Mulè.
WALZER DI DIRETTORI. Gianni Riotta ha praticamente raggiunto un accordo di buonuscita dal Tg1. Si trasferirà negli Stati Uniti, con uno studio tutto suo a Washinghton. Farà l’editorialista della Rai e potrà collaborare con tutte le testate italiane e internazionali della carta stampata. Per la sua eredità ci sono tre candidati in vantaggio sul quarto, Mauro Mazza, che resterà al Tg2. I tre che si contenderanno il Tg1 sono Maurizio Belpietro, Pier Luigi Battista e un terzo incomodo, più giovane dei due, molto apprezzato dal Cavaliere, proveniente dalla carta stampata. Il suo nome è ancora top-secret. Antonio Di Bella è destinato a lasciare il Tg3. Per lui potrebbe esserci la conduzione di una trasmissione di approfondimento settimanale (un po’ come è stato fatto per Lucia Annunziata) oppure la responsabilità dell’ufficio di corrispondenza di Londra, a patto che venga trovato un nuovo incarico con le «stellette» per Giovanni Masotti che ambisce a una direzione (Televideo o Rainews 24?).
DI BELLA A SANREMO. Dopo l’articolo di Italia Oggi anche il direttore del Tg3, Antonio Di Bella, è stato invitato al Dopofestival di Sanremo nello spazio Domenica In curato da Monica Setta. Chi, probabilmente, sarà costretto a declinare l’invito sarà Gianni Riotta, preso da altri impegni.
LA BIANCHETTI VICINO A RAIDUE. In attesa di riprendere il prossimo 16 Marzo per 4 settimane su Radio 2 il programma Conflitto d’Ascolti (dal lunedì al venerdì dalle 24 alle 2), Lorena Bianchetti sembra trovare grande ospitalità nei programmi di RaiDue. Il 3 Febbraio sarà l’ospite principale de L’Italia allo specchio con un lungo faccia a faccia con la Senette, nel quale ripercorrerà tutta la sua carriera attraverso filmati e aneddoti.
Il giorno successivo registrerà una puntata de La Via di Damasco, la rubrica religiosa di RaiDue, e nelle prossime settimane sono previste altre incursioni nei programmi del secondo canale di viale Mazzini. Gira voce che questo sia un segnale di avvicinamento per un passaggio di Lorena il prossimo anno a RaiDue, con un programma confezionato a misura su di lei. Si tratterebbe di un ritorno a casa visto che la Bianchetti aveva già condotto sulla rete diretta da Marano di Al posto tuo.
PAPARESTA DA PIROSO. Colpo grosso di Antonello Piroso che intervisterà l’arbitro Gianluca Paparesta stasera a Niente di personale (dalle 21.10 su La7). L’arbitro parla per la prima volta dopo lo scandalo di calciopoli.




















Mi aspettavo da tempo che forse Giorgio Mulè andasse a sostiuire Clemente Mimun alla guida del Tg5 . Per quanto riguarda la lotta per accapparrarsi il Tg1 per il dopo Riotta la lotta è aperta,staremo a vedere! Per il Tg3 vedo al posto di Antonio Di Bella vedrei una lotta tra David Sassoli , Pierluca Terzulli, Guido Dell’Aquila e Caprarica, a Studio aperto invece al posto di Mulè come detto in procinto di andare alla guida del Tg5 ritornerebbe dopo l’esperienza di VideoNews Claudio Brachino già vicedirettore di Studio Aperto dal 1996 al 2007