Ma perché Mazza e Romita si odiano così tanto
marco | 20 febbraio 2009
Ha fatto bene Paolo Bonolis a non volere il Dopofestival. Almeno si è risparmiato ulteriori grattacapi. Tipo quelli che hanno in questo momento Fabrizio Del Noce, direttore di RaiUno, e Massimo Liofredi, capostruttura di Domenica In, la trasmissione che andrà in onda dall’Ariston e sarà interamente dedicata a commenti e approfondimenti della kermesse sanremese. A oggi la girandola degli ospiti gira senza fermarsi, tra conferme e smentite. Le ultime riguardano Mariano Apicella e Mauro Mazza. Allo chansonnier di Berlusconi è stato annunciato con un mazzo di rose gialle, recapitatogli a casa, che non farà più parte dello spazio gestito da Monica Setta. Avrebbe dovuto cantare prima due canzoni scritte da Berlusconi, poi una sola. Alla fine domenica canterà solo sotto la doccia e suonerà, al massimo, il citofono di casa. «Ci dispiace, c’è la par condicio, l’opposizione è in un momento delicato… ecc. ecc». Tante belle parole per dire qua non la vogliamo, la sua presenza non è politicamente corretta. Tuttavia Apicella non sarà l’unico a disertare il salotto della Setta. Dei direttori invitati solo l’irriducibile Antonio Caprarica ha confermato la presenza, oltre al padrone di casa Del Noce. Antonio Di Bella, direttore del Tg3, aveva già declinato l’invito. Così come Gianni Riotta, direttore del Tg1. Al posto dei due sono stati chiamati altrettanti noti giornalisti delle due testate, Maria Cuffaro del Tg3 e Attilio Romita del Tg1. La prima non ci sarà, il secondo sì. Apriti cielo! La presenza di Romita ha mandato su tutte le furie Mauro Mazza, il direttore del Tg2, che inizialmente aveva accettato l’invito. Morale della favola: anche Mazza diserterà l’appuntamento. A quanto pare tra lui e Romita ci sono vecchie ruggini che risalgono a diversi anni fa (pensate che cosa potrebbe accadere se Mazza dovesse riuscire a diventare il direttore del Tg1…). Al suo posto è stata invitata Paola Ferrari. Quindi riassumendo ci saranno: Caprarica, la Ferrari, Romita, Del Noce, Manuela Villa e Sandro Mayer che canterà Malafemmina. Ma nessuno è pronto a scommettere su questa formazione.
TG1, ORFEO E PARENTI. Nomine, avanti tutta. La poltrona più ambita resta quella del Tg1. Maurizio Belpietro ha un avversario molto agguerrito in Mario Orfeo, attuale direttore del Mattino che è spinto nella corsa da Mara Carfagna e Italo Bocchino. A fare pressione su quest’ultimo è il suo socio nel Roma di Napoli, Vincenzo Maria Greco, figlio dell’ex vicedirettore Ludovico, e cugino di Orfeo, nonché braccio destro di Cirino Pomicino. Pare che anche Bruno Vespa sia favorevole alla nomina di Orfeo al Tg1. Ma battere Belpietro non sarà facile. Il terzo incomodo è Mauro Mazza che Fini sta spingendo con tutte le sue forze, e che Berlusconi potrebbe lasciare arrivare al traguardo per fare un piacere all’alleato. In fondo il potere reale della Rai non sta nella direzione del Tg1 – sempre in equilibrio tra istituzioni, par condicio e partiti politici – ma in tre posti chiave che sono: il capo del personale, il direttore dei palinsesti e delle risorse artistiche. Quindi facile pensare ai ritorni di Gianfranco Comanducci al personale e di Carlo Nardello ai palinsesti. Se Mazza non conquisterà il Tg1 il partito di Fini potrebbe fare una storica accoppiata: RaiDue-Tg2. La rete andrebbe a Mazza e il Tg2 a Bruno Socillo. L’attuale direttore di RaiDue, Antonio Marano, dovrebbe lasciare la rete per passare alla vice direzione generale. Forza Italia avrebbe il direttore del giornale radio e della Tgr (Vigorelli in pole). Se Belpietro non dovesse conquistare il Tg1 non è escluso che approdi al Tg5 al posto di Clemente Mimun che potrebbe diventare il direttore di RaiUno se Del Noce dovesse restare alla Fiction.
SANREMO O ZECCHINO D’ORO? Assistere all’esibizione canora di Arisa ci ha fatto venire molti dubbi: siamo davanti a un’imitazione o c’è lo zampino di Scherzi a parte? Fin dai nomi degli autori letti da Bonolis sembrava tutta una gag. Il look della nuova proposta non aiutava certo a dissipare i dubbi. Vestita come una bambolina di coccio e con degli occhiali alla Riotta, la titubante Arisa ha cantato una canzoncina da Zecchino d’oro che ha mandato in visibilio solo Veronica Mayo, che ora la vuole per la prossima edizione. L’unica sicurezza che non fosse uno scherzo stava nel suo padrino, quel professionista esemplare che risponde al nome di Lelio Luttazzi.
EUROVISIONE. Che bello riascoltare la sigla dell’Eurovisione che chiude Sanremo. Chissà se prima o poi rivedremo pure Nicoletta Orsomando che ci augura la buonanotte.
GIORGINO EMOZIONATISSIMO. Presentarsi al cospetto di Berlusconi ha eccitato come non mai Francesco Giorgino che ha incalzato il premier con domande pertinenti sull’uscita di scena di Veltroni. Probabilmente il servizio realizzato dall’aspirante capo del politico del Tg1 finirà tra i cimeli di casa Giorgino.
MARIO SEGNI E NADAL. Toh, chi si rivede! Mario Segni. Ospite di una trasmissione tv condotta da Massimo Caputi, sul canale SuperTennis, nella quale non si parlava di referendum o di politica ma di quanto è forte Rafa Nadal. E Segni era davvero molto preparato. Hai visto mai?





