La balena Bersani si mangia il pesciolino Colaninno

28 02 2009


Matteo Colaninno doveva essere l’uomo nuovo nelle liste del Pd. L’asso nella manica tra i candidati di Walter Veltroni che quando ne annunciò la discesa in campo lo fece con grande orgoglio e con toni da fanfara. Stima che poi l’allora segretario del Pd ha confermato anche dopo le elezioni, scegliendolo come ministro ombra allo sviluppo economico. Incollato in marcatura al ministro in carica, Claudio Scajola.
Ora invece a Matteo Colaninno hanno tolto anche l’ombra. Franceschini non gli ha dato né un posto al sole né all’ombra. I suoi incarichi sono finiti sotto l’area tematica di dominio di Pierluigi Bersani.
Uno schiaffo che fa male, quello preso dall’ex leader dei giovani industriali. Se in privato sbatte la testa al muro, in pubblico, il rampollo con le ali tarpate (che comunque non sono quelle familiari di Cai)non si agita più di tanto. Fa vedere ai più di aver incassato la sberla senza tentennamenti. Avrò presto incarichi importanti, dice. Dalla delega per i mercati finanziari, al sistema di credito, per finire con la finanza per le imprese. Quello che non dice è che gli toccherà lavorare sotto Bersani, uno che i veltroniani li vede come fumo agli occhi.



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