Cinema, i consigli di Pierluigi Magnaschi per non restare al buio. "Italians", "Operazione Valchiria", "Il vento fa il suo giro", "Appaloosa", "Defiance – I giorni del coraggio"
marco | 22 febbraio 2009
di PIERLUIGI MAGNASCHI
“Italians” di Giovanni Veronesi con Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Ksenia Rappaport e Riccardo Scamarcio, visto nel febbraio 2009 (2 stelle)
Ce ne fossero di film panettone come questo. In particolare, se il secondo tempo (con i sublimi Verdone e Rappaport) fosse stato l’intero film, questa pellicola avrebbe meritato quattro asterischi, non due. Il primo tempo infatti racconta una storia di italiani all’estero interpretata dalla coppia Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio. Quest’ultimo, che non so perché ci si ostini a utilizzarlo come attore, visto che non sa assolutamente recitare (lo caccerebbero anche dalla filodrammatica della parrocchia) ha distrutto il primo tempo. Castellitto, che pure è un attore tosto, questa volta si è svenato, spendendo però tutte le sue energie per tenere in piedi il collega che, in piedi, non ci sta nemmeno se puntellato. Scamarcio infatti ha la stessa espressività di una foca da circo. Farebbe deragliare anche un tram, semplicemente appoggiandocisi contro. Figurarsi un film. E nella débacle è stato aiutato da uno sceneggiatore (non riesco a pensare che sia lo stesso che ha scritto il perfetto secondo tempo) che sembra essere lo Smemorato di Collegno. Infatti Scamarcio, quando vuol spiegarsi con la polizia saudita ma non ce la fa perché non conosce una parola di inglese. Poi, per farsi capire da una giovane araba, parla un inglese perfetto, da professore di Oxford. Quindi, quando, successivamente, deve uscire da un carcere, non riesce a spiccicare una parola di inglese. Insomma, Scamarcio per il bene del cinema italiano (anche se costa all’erario; visto che è molto giovane) va messo in prepensionamento obbligatorio, con l’obbligo assoluto di presentarsi sul set.
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Ha fatto bene Paolo Bonolis a non volere il Dopofestival. Almeno si è risparmiato ulteriori grattacapi. Tipo quelli che hanno in questo momento Fabrizio Del Noce, direttore di RaiUno, e Massimo Liofredi, capostruttura di Domenica In, la trasmissione che andrà in onda dall’Ariston e sarà interamente dedicata a commenti e approfondimenti della kermesse sanremese. A oggi la girandola degli ospiti gira senza fermarsi, tra conferme e smentite. Le ultime riguardano Mariano Apicella e Mauro Mazza. Allo chansonnier di Berlusconi è stato annunciato con un mazzo di rose gialle, recapitatogli a casa, che non farà più parte dello spazio gestito da Monica Setta. Avrebbe dovuto cantare prima due canzoni scritte da Berlusconi, poi una sola. Alla fine domenica canterà solo sotto la doccia e suonerà, al massimo, il citofono di casa. 




