Rai, in tre già sellano il cavallo
marco | 6 marzo 2009
La questione del nuovo presidente Rai sembra diventata la tela di Penelope. Il giorno si tesse, la sera si disfa. Eppure questa volta si potrebbe essere più vicini al traguardo. Ma solo perché non ci sono più cartucce da sparare. In pratica dentro al Pd la confusione che regna sovrana non è più in grado di esprimere una valida alternativa a Claudio Petruccioli, presidente uscente che raggiungerebbe la permanenza record di 7 anni se fosse rieletto. Su Petruccioli convergono ormai un po’ tutti nel Pd, tranne i dalemiani che continuano a sostenere la candidatura di Pier Luigi Celli, in verità appoggiato anche da Montezemolo e da Confindustria. Franceschini ha provato a segnalare un terzo candidato che accontentasse tutti ma né Manzella nè Mattarella né Amato hanno avuto fortuna. Berlusconi ha fatto sapere di non gradirli. Quindi in piedi ci sono rimasti Petruccioli e Celli, 70 a 30 a oggi le percentuali. Ma fino a martedì all’ora di pranzo la corsa è aperta.
Di certezza sembra esserci quella di Mauro Masi alla direzione generale di viale Mazzini, con l’arrivo del prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi a Palazzo Chigi al posto del segretario generale alla presidenza del consiglio. Lombardi si sarebbe aggiudicato il ballottaggio con Giampiero Massolo. Quest’ultimo resterà segretario generale alla Farnesina.
Tornando a Petruccioli-Celli, va detto che il braccio di ferro tra i due è stato visto come una specie di prova generale per la contesa di ottobre che assegnerà il posto di segretario del Pd. A oggi nella partita Rai i dalemiani escono un po’ con le ossa rotte. Finora hanno perso un po’ ovunque. Nel cda i prescelti dal Pd sono stati il veltroniano Van Straten e il margheritino Rizzo Nervo. Con Petruccioli presidente la corrente di D’Alema, Bersani, Latorre, Cuperlo resterebbe a bocca asciutta. A far pendere il piatto della bilancia dalla parte di Petruccioli sono state le amicizie importanti che l’attuale presidente di viale Mazzini vanta. Su tutte quelle del capo dello stato Giorgio Napolitano e del numero uno di Mediaset, Fedele Confalonieri. E in tempi di Rai…set quest’ultima amicizia non è un particolare trascurabile. Petruccioli ancora in sella al cavallo farà venire l’orticaria ad Angelo Maria Petroni, il fiduciario del Tesoro nel cda. Petroni aveva strappato da Tremonti la promessa del veto nei confronti di Petruccioli. Tuttavia, neppure se il Pd dovesse presentare Petruccioli si potrebbe parlare di partita finita. Il presidente della Rai deve essere eletto con i voti dei due-terzi della Vigilanza, e all’interno del Pdl ci sono commissari che hanno più volte espresso di non gradire una riconferma dell’uomo di Capalbio (su tutti Maurizio Gasparri).
In dirittura d’arrivo sembra ormai la nomina di Maurizio Belpietro alla direzione del Tg1. E’ l’uomo di punta del Cavaliere. L’unico scoglio sono i soldi. Il direttore di Panorama andrebbe a guadagnare di meno di adesso. Per Mauro Mazza un lumicino di speranza. Del resto sbaglia chi in tempi di partito unico lo considera ancora espressione della sola An. Tra i due litiganti provano ancora a inserirsi Mario Orfeo e soprattutto Gianni Riotta, l’attuale direttore che, visto come sta andando la pratica Petruccioli, spera nel bis.





