Rai, è De Bortoli l'anti Petruccioli. Gianni Letta invita Franceschini a trovare un altro candidato
marco | 7 marzo 2009
L’occhio del ciclone Rai si chiama Silvio Berlusconi. Non c’è giorno che a viale Mazzini non ci sia qualcosa di nuovo (e di clamoroso) su cui discutere. Il vento delle polemiche soffia con forti raffiche. Il premier ieri ha affondato un colpo pesante: prima ha puntato il dito contro il servizio pubblico sostenendo che la Rai «è l’unica tv di Stato che attacca il governo in carica», poi ha respinto al mittente l’ipotesi di Giuliano Amato nel ruolo di presidente di viale Mazzini. «Sono sicuro che non esiste questa possibilità», ha risposto il premier sull’ipotesi di una indicazione del nome dell’ex ministro. «Amato non ha nessuna intenzione di venir meno all’impegno da poco assunto di presidente della Treccani», ha spiegato il Cavaliere che ha chiuso in maniera inequivocabile: «Quindi è escluso».
Amato, dunque, si aggiunge a Mattarella e Manzella, i nomi dei candidati che Dario Franceschini ha provato a portare alla ribalta, in alternativa ai due più gettonati nella contesa: Claudio Petruccioli, il presidente uscente, e Pier Luigi Celli, l’antagonista. Petruccioli è sostenuto soprattutto dal presidente Napolitano, mentre Celli è spinto dai dalemiani (che finora non hanno ottenuto nessun riconoscimento per quanto riguarda la governance della Rai) e da Confindustria. La soluzione Petruccioli fino all’incontro di ieri pomeriggio tra Gianni Letta e Dario Franceschini sembrava la più gettonata, se non altro perché la confusione in cui vertono gli stati generali del Pd non permette di avere le idee lucide sulla questione e di esprimere un candidato su cui far confluire tutte le correnti. Ebbene quando Franceschini si è sentito dire da Letta che sulla candidatura di Petruccioli esiste un veto di Tremonti, frutto anche della richiesta fatta del membro fiduciario del cda Rai, in procinto di essere indicato dal Tesoro (Angelo Maria Petroni), il quale non ne vuole più sapere di trovarsi di nuovo alle prese con un presidente che lo ha osteggiato quando fu rimpiazzato da Padoa Schioppa con Fabiano Fabiani.
Morale della favola: Franceschini ricomincia da tre. I giorni che mancano a martedì, il termine ultimo per presentare il nome designato, e i candidati in corsa, visto che diventa necessario individuare un altro papabile per la poltrona, come è stato suggerito da Letta.
Ebbene tutti gli indizi ora portano a Ferruccio De Bortoli, il direttore del Sole 24 Ore, che potrebbe fare da collante per tutte le correnti. Una candidatura forte, sulla quale si troverebbero d’accordo anche il centro-destra e Confindustria (con lo stesso Celli che lascerebbe la corsia preferenziale al nuovo arrivato). A oggi, tuttavia, nessuno si è ancora fatto vivo con De Bortoli. La sua candidatura potrebbe risolvere tutti i problemi, seppure non è da escludere che possano sorgere intoppi sul lato economico. Alla Rai De Bortoli non guadagnerebbe le stesse cifre del Sole.





