E' la Rai il nodo alla gola di Franceschini. Anche levi ha rifiutato
marco | 17 marzo 2009
Gira la graticola che è cotto. In pratica non si fa in tempo a fare un nome possibile per la presidenza della Rai che il candidato viene bruciato. O dalle correnti interne del Pd, o da Berlusconi e Tremonti. Sta di fatto che Dario Franceschini non sa più a chi santo rivolgersi. Qualcuno pensa che il ritorno di Prodi sulla scena possa illuminare un tunnel che continua a sembrare senza uscita. Non a caso, in concomitanza con il riavvicinamento dell’ex premier, è spuntato un nome di un suo ex ministro della giustizia, Giovanni Maria Flick, ex presidente della corte costituzionale. A oggi, tuttavia, le chance di vederlo in sella al cavallo non sono molte. Tra l’altro il bizzarro equino di viale Mazzini ha già disarcionato anche Enzo Cheli. In verità a eliminarlo dalla contesa ci ha pensato più il Cavaliere che il cavallo, così come era stato per Claudio Petruccioli. Franceschini sta guardando molto tra gli ex inquilini della consulta, forse perché già in passato un ex-presidente della corte costituzionale, Antonio Baldassarre, è stato presidente della Rai. A riguardo un altro nome pronunciato è quello di Francesco Casavola.Un candidato cotto e mangiato invece è stato il giornalista Arrigo Levi, il quale non se l’è sentita di accettare la proposta di Franceschini. L’ennesimo candidato che si è perso per strada. Su tutti Ferruccio de Bortoli, il cui gran rifiuto ancora pesa come un macigno per Franceschini. È invece ancora in corsa Giorgio Assumma, presidente della Siae. Il leader del Pd ha trascorso la giornata di ieri tra una riunione e l’altra. Ha incontrato prima Marini e D’Alema, poi nella sede della fondazione italianieuropei è stato ricevuto dai dalemiani e da Bersani. In pratica la questione della Rai è diventata una specie di cartina tornasole in vista del congresso di ottobre. Il candidato di D’Alema (ma anche di Montezemolo) è Pier Luigi Celli, ex dg della Rai, un tecnico che conosce molto bene viale Mazzini. Inoltre Celli non è sgradito a Tremonti e Letta. Ieri Franceschini è stato a palazzo Chigi.
Come tecnico l’altro nome più in voga è Sergio Zavoli. Nel Pd però si teme che se dovesse lasciare la Vigilanza si tornerebbe al caos in commissione. Ma non sarebbe stato meglio lasciare Villari in Vigilanza e scegliere Zavoli per la presidenza della Rai? Mah. Forse, sarebbe stato troppo facile. Domani all’assemblea degli azionisti il Tesoro indicherà il consigliere fiduciario (Angelo Maria Petroni) e il presidente. Poi toccherà alla Vigilanza far insediare il cda, che anche senza presidente (per l’elezione ci vogliono i due-terzi dei voti) potrà diventare operativo. Anche perché Cappon continua a suonare tutti i campanelli d’allarme a disposizione. La crisi c’è (e si vede).





