Pdl, la corsa per i coordinatori regionali. Emanuele Filiberto e Andrea Camilleri alle Europee?
marco | 18 marzo 2009
Ultimi giorni di Alleanza nazionale e di Forza Italia. Ultimi giorni, ovviamente, di trattative. Messi ormai i beni al sole (quelli immobiliari soprattutto) i due partiti si preparano alle nozze, previste per l’ultimo week-end del mese. Da sciogliere ci sono ancora i nodi dei coordinatori regionali e provinciali. Occorrerà setacciare le candidature, più o meno autorizzate, che sono spuntate come i funghi. Ce ne sono per tutti i gusti. Da quelli che aspettano una ricompensa, a quelli «di fiducia», sponsorizzati da un big o da un altro. I coordinatori nazionali sono stati già scelti. Si tratta di Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini. Il primo sarà il capo, gli altri i vice. Né Bondi né La Russa dovrebbero lasciare l’incarico ministeriale. Veniamo alle regioni. Qui la contesa è più serrata. Forza Italia dovrebbere prendere 12 o 13 regioni (resta da vedere se una, la Basilicata, verrà concessa alla nuova Dc di Rotondi). Ad Alleanza nazionale spetterebbero, sempre secondo l’ultima ripartizione, 6 regioni (due di grande importanza, due di media e due più piccole). Detto che la Lombardia e la Campania saranno di Forza Italia, ad An toccheranno il Lazio e il Veneto. Per la prima si è pensato a Vincenzo Piso, fedelissimo del sindaco di Roma Alemanno, e profondo conoscitore della politica capitolina e laziale. Il coordinatore provinciale della città eterna sarà un esponente di Forza Italia, visto che An ha il coordinatore regionale. In corsa c’è il previtiano Gianfranco Sammarco. Per quanto riguarda il Veneto il prescelto è Alberto Giorgetti, uno dei nomi emergenti di Alleanza nazionale. Nel governo Berlusconi Giorgetti ha già un incarico di prestigio: è uno dei sottosegretari del ministro Tremonti all’Ecomonia. Se le due grandi regioni da assegnare ad An fossero il Lazio e il Veneto, difficilmente Filippo Berselli, attuale presidente della commissione giustizia del senato ed ex sottosegretario alla difesa, riuscirebbe a diventare il coordinatore dell’Emilia Romagna. Una carica che lo vede molto interessato.
Detto dello scoglio dei coordinatori regionali c’è da affrontare quello delle candidature alle elezioni europee. Un problema che sarà affrontato nei dettagli dopo il congresso che farà nascere il Pdl.
Salvo sorprese berlusconiane dell’ultimo giro, questa volta non dovrebbero esserci in lista né nani né ballerine. Si darà ampio spazio ai deputati europei uscenti e a qualche esponente che merita fiducia. A Roma Roberto Mezzaroma e Franz Turchi stanno cercando di ottenere il via libera dai vertici del partito.
Un altro nodo importante nel Pdl riguarda Lombardo. Al contrario degli altri «alleati» il leader del Mpa non ne vuole sapere di rinunciare al proprio simbolo alle Europee. E quindi non è escluso che avda in porto l’accordo con la Destra di Storace e la Fiamma di Romagnoli: un triumvirato che potrebbe farcela a superare lo sbarramento del 4%.
Negli altri schieramenti invece si punta sui big. Qualche nome in voga è già uscito. Si parla del magistrato Luigi De Magistris nelle liste dell’Idv di Antonio Di Pietro. L’Udc semprerebbe intenzionato a candidare Emanuele Filiberto. Mentre Vendola è pronto a schierare Andrea Camilleri, oltre a Sd, Verdi, Radicali e Partito Socialista.Obiettivo: superare lo sbarramento del 4%.





