Garimberti verso la presidenza Rai
marco | 24 marzo 2009
Paolo Garimberti, editorialista del quotidiano La Repubblica ed ex direttore del Tg2, è il candidato alla presidenza della Rai sottoposto da Dario Franceschini a Gianni Letta. E a quanto pare da Palazzo Chigi non è arrivata la consueta bocciatura. Anzi, la strada sembra percorribile. Sulla scelta sono piovute lodi da Fini a Capezzone, per finire con l’Usigrai (pronto a revocare lo sciopero). Ora spetta a Tremonti e agli azionisti dire l’ultima parola.
Una volta scelto il presidente che guiderà il cda già nominato toccherà a Mauro Masi, il primo nome sul taccuino di Berlusconi. Per lui c’è la poltrona di direttore generale. Fatta la governance bisogna pensare alle nomine. E qui i partiti tornano protagonisti. Tutti hanno una lista pronta da far scendere in campo. Cominciamo da Forza Italia. Al premier interessa la direzione del Tg1. Al partito interessa RaiUno, il personale, i palinsesti, la Tgr. I nomi più in voga sono Maurizio Belpietro e Mario Orfeo (a spingerlo è soprattutto la Carfagna) per il Tg1, Gianfranco Comanducci e Carlo Nardello per il personale e i palinsesti, Piero Vigorelli per la Tgr. Candidature da prendere in considerazioni anche quelle di Alberto Maccari, Giuliana Del Bufalo, Antonio Bagnardi, Riccardo Berti, Antonio Preziosi, Mario De Scalzi. Nomi che potrebbero tornare utili per le nomine di seconda fascia. Poi c’è il discorso che riguarda Agostino Saccà. Il direttore dovrebbe tornare a RaiFiction e quindi Fabrizio Del Noce rimanere a RaiUno (in attesa di un ricambio fisiologico alla Fiction) o ricevere un altro incarico prestigioso (magari all’estero). Mentre Berlusconi potrebbe sempre affidarsi all’esperienza di Clemente Mimun e Carlo Rossella, il primo per RaiUno (ma Mediaset se lo tiene stretto) e il secondo per RaiCinema (o per RaiFiction in seconda battuta), senza contare che l’attuale numero uno di Medusa è stato «scomodato» anche per la corsa al Corriere.
Crescono le possibilità di Susanna Petruni per la conquista della vicedirezione ad personam del Tg1 a Montecitorio (sulla falsariga di quanto fu fatto per Pionati qualche anno fa).
All’interno di An si punta su: Mauro Mazza per il Tg1, Guido Paglia per la Sipra, Bruno Socillo per il Tg2, Gianni Scipione Rossi per il Gr parlamento o il giornale radio. Altri nomi in attesa di nomination: Massimo Magliaro e Paolo Corsini. Il nodo è Mazza, il quale ha più volte dichiarato che se non dovesse approdare alla direzione del Tg1 è disposto a restarsene fermo per un po’ di tempo. Al Tg2 non ci vuole più stare e non ne vuole sapere nemmeno della direzione di RaiDue. L’unica tentazione potrebbe essere RaiSport, ma solo dopo che sarà scaduto il contratto di Massimo De Luca (ammesso e non concesso che non gli venga rinnovato).
Simonetta Faverio e Gianluigi Paragone sono le punte di diamante della Lega. La prima dovrebbe prendere la vicedirezione della Tgr con delega su tutto il Nord, il secondo punta dritto al Tg2 (probabilmente la vicedirezione). Altri nomi in lista: Milo Infante, Luciano Ghelfi e Sonia Sarno. Antonio Marano dovrebbe andare a fare il vicedirettore generale. Nell’opposizione la corsa più importante è per il Tg3. Antonio Caprarica e David Sassoli rischiano di vedersela anche con Bianca Berlinguer. L’Udc ha due situazioni a cuore: Lorenza Lei (che con la benedizione del Cavaliere dovrebbe approdare alla vicedirezione generale ma con il ruolo da vicario) e Francesco Giorgino.





