Tra Santoro e Vespa volano stracci. Nel Pd Sassoli soffia la candidatura a Bettini
marco | 16 aprile 2009
C’era una volta la Rai dei professori. E qualcuno ancora la rimpiange. Oggi invece i professori non siedono più nel cda di viale Mazzini ma sono lì in piedi davanti alle telecamere. Il botta e risposta tra Bruno Vespa e Michele Santoro è salito in cattedra. Ci mancava solo che si facesse riferimento agli ascolti e allo share per sconfinare nel cafonal tanto caro a Dagospia. I due anchorman se le sono dette di santa ragione. Addirittura Santoro ha dichiarato che Vespa dovrebbe rifare l’esame da giornalista, dopo che il conduttore di Porta a Porta aveva scritto che «le condizioni di Santoro in Rai sono di assoluto privilegio», precisando che Porta a Porta è prodotto dalla Rai e non da lui e il suo contratto risale al 2001. Vespa ha anche aggiunto che Santoro in Rai risponde al direttore generale mentre lui al direttore di rete. Inoltre la redazione di Annozero ha un contratto giornalistico mentre ai redattori di Porta a Porta non viene riconosciuto. «Michele è un bravo autore tv, – ha scritto Vespa – ma è noto che se io avessi fatto programmi come i suoi da molti anni avrei dovuto abbandonare la Rai». Pungente anche la risposta di Santoro: «Dopo Fini, Berlusconi, Gasparri, Cicchitto, Carra e Merlo non poteva mancare Bruno Vespa. Se dovessimo giudicare la sua qualità giornalistica dalle false notizie e dalle considerazioni infondate che fa sui contratti in vigore nella nostra redazione, dovremmo dedurne che deve rifare l’esame». E Michele ha anche «aperto» al collega di RaiUno con il veleno ben sparso sulla coda. «Lo invitiamo a venire da noi con i suoi redattori, in modo che ci possa essere un amichevole confronto. Non dimentichi però di portare il suo contratto».
Ma se i due fanno i galletti il ruolo del pollo da spennare spetta al vignettista Vauro, sospeso dal dg Mauro Masi per la vignetta sulle bare. Una decisione presa dal dg in persona, dopo che il presidente Garimberti si era defilato per ovvii motivi politici. Tocca dunque ancora una volta alla satira subire la censura. «Una censura che produce una grave ferita per il nostro pubblico e per l’immagine della Rai» ha commentato Santoro, al quale Masi ha chiesto che «sin dalla prossima puntata di Annozero siano attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi nei servizi dall’Abruzzo». Il caso Santoro-Vauro approderà nel cda di mercoledì, nel quale non si farà in tempo a parlare di nomine (bisognerà aspettare il cda del 29).
Intanto il leader del Pd, Dario Franceschini, ha chiesto al vice direttore del Tg1, David Sassoli, di candidarsi come capolista nel Lazio alle Europee, offrendogli il posto promesso da tempo a Goffredo Bettini (a dir poco furioso con Franceschini). La mossa potrebbe indurre l’ex coordinatore del Pd di Veltroni a rinunciare alla candidatura. L’ennesima crepa dentro un partito ancora in stato confusionale.
Sassoli potrebbe seguire le orme di Santoro e di Lilli Gruber. L’interrogativo del giorno però riguarda Giorgio Gori. Che ci faceva alle 16 e 23 di ieri alla Rai? Chi ha incontrato, visto che Masi non lo ha ricevuto? Che ci sia qualche contenzioso riguardante Magnolia? O forse è soltanto preoccupato del fatto che a Garimberti non piacciono i reality.





