Marco Castoro

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Il discorso integrale di Confalonieri all'assemblea odierna degli azionisti Mediaset

marco | 22 aprile 2009

Signore e signori azionisti, buongiorno.
In occasione del recente incontro a Milano con la
business community si e’ parlato di questa crisi finanziaria ed economica come di una tempesta perfetta. Una crisi non prevista, di fatto non ancora spiegata né forse capita, non riconducibile ad altre esperienze storiche, non governabile nel suo decorso e nei suoi esiti. Sono appena tornato da un breve road show negli Stati Uniti e ho visto che quello stesso moderato ottimismo sulla ripresa dell’economia che noi di Mediaset abbiamo voluto mantenere in questi mesi difficili, e trasferire ai nostri interlocutori, si sta diffondendo presso la comunità finanziaria internazionale.
I segni di una recessione pesante sono evidenti. c’erano molte sedie vuote nelle file degli investitori. ma – questa e’ la percezione prevalente in america e con maggiore convinzione anche qui da noi – il peggio sembra alle spalle. Inoltre, il nostro paese pare che stia resistendo alla crisi meglio di altri.
Il catastrofismo e la rassegnazione al peggio non sono mai state caratteristiche del nostro paese.
Molte volte i profeti di sventura sono quegli stessi organismi o esperti economici che avrebbero dovuto
rendersi conto prima degli altri dell’arrivo della tempesta. L’imprenditoria italiana sta andando avanti per la sua strada. Una strada difficilissima, stretta tra la responsabilità di non scaricare sui lavoratori la congiuntura negativa e la ristrettezza del credito. Tutto questo nel momento in cui vendere prodotti e’ molto piu’ difficile. In confindustria non mancano certo i motivi di preoccupazione, soprattutto per le piccole e medie imprese. E’ una corsa contro il tempo: queste realtà devono continuare a vivere perche’ sono la forza economica vera del paese.
E a proposito di forza economica, credo che nessuno di noi sia rimasto indifferente nell’ascoltare gli elogi alla Fiat e al suo a.d. Marchionne fatti dal presidente Obama. Anche qui: poco tempo fa la nostra industria dell’auto era data, da molti analisti, per spacciata. Ricordo che ai tempi della prima bolla internet una societa’ come Tiscali capitalizzava più della Fiat.
Oggi arrivano gli italiani, chiamati a salvare un simbolo dell’industria mondiale.
Al di la’ dell’esito di questa operazione, voglio dire, con orgoglio, che il management italiano e’ fatto da gente di prim’ordine, non viziata da doping finanziario, che sa tenere un autentico rapporto umano con le persone delle aziende.
Ma certo, e qui torno ad argomenti piu’ vicini a noi – di
previsioni strampalate ne abbiamo sentite tante,
come quella della pubblicita’ che avrebbe dovuto nuocere alla televisione. Senza la pubblicita’, si diceva, aumentano gli ascolti.
In francia hanno preso alla lettera questa previsione:
hanno tolto la pubblicita’ dalla tv pubblica per aumentare qualita’ e ascolti e per dirottare gli investimenti verso le emittenti commerciali.
Il risultato e’ stato disastroso. Non un euro e’ andato ai
privati, e le risorse liberate sono scompase dal mercato. Non un ascoltatore in piu’ per france 2, 3, 4 e 5. anzi, calo di audience.
Mi viene pure in mente la campagna contro la pubblicita’ nei film fatta anni fa da Veltroni.
Oggi quello che dicevamo noi allora, cioe’ che gli
investimenti pubblicitari non tollerano indirizzi dirigistici, ha trovato una sonante conferma.
un’altra previsione dava per moribonda la tv generalista.
Si diceva che la frammentazione degli ascolti avrebbe
reso sempre piu’ debole la tv generalista, a favore di
internet e della tv a pagamento, neanche questo si e’ avverato. Per noi si archivia una stagione televisiva di ascolti brillanti, e non e’ successo niente di preoccupante neanche con l’arrivo sul satellite
di star di primissima grandezza.
Il satellite e’ una piattaforma certamente importante.
cosi’ come il digitale terrestre, che di qui a poco sara’ la piattaforma universale in Italia.
Mediaset oggi ha saputo affiancare ai ricavi della
pubblicita’ sulla tv generalista free – che resta comunque il core business – i ricavi in crescita della pay. Stiamo dimostrando una straordinaria reattivita’.
dicevano che i contenuti sarebbero diventati una risorsa strategica. Abbiamo acquisito una importante
partecipazione in uno dei piu’ grandi produttori del mondo di format.
Dicevano che dovevamo affrontare un nuovo mondo fatto di piattaforme diverse, oggi i nostri programmi sono distribuiti su tutte le piattaforme.
Il motore di queste performances aziendali e’ il nostro
management. Siamo alla fine di un mandato triennale per i consiglieri di amministrazione, e mi sento in dovere di esprimere dei riconoscimenti e dei ringraziamenti. Innanzitutto a Pier Silvio Berlusconi. in questi anni si e’ conquistato sul campo i gradi di capo azienda. Sulle sue spalle pesa la responsabilita’ di guidare l’azienda fondata da suo padre, continuandone la cura del prodotto, l’attenzione ai costi, la capacita’ di scegliere e motivare i
collaboratori. Persone come Alessandro Salem, capo della televisione, che presidia con successo i contenuti, come Franco Ricci, responsabile dell’hardware e della nuova positiva iniziativa pay, come Niccolò Querci, uomo prezioso nei diversi ruoli fin qui ricoperti. Poi Giuliano Adreani, che dall’alto della sua quarantennale esperienza mette insieme visione del mercato e cura maniacale del cliente.
Ha tutta l’autorevolezza che serve per dire al mercato
che occorre investire anche nei momenti di crisi.
Gina Nieri e’ la persona cui fanno capo le relazioni con il mondo delle istituzioni e che garantisce il nostro
rapporto con il sistema paese, con una speciale
attenzione alla nostra responsabilita’ di editori.
Marco Giordani e’ l’uomo della gestione virtuosa, dei conti economici e della diversificazione. Abbiamo costi di fatto fermi da anni, senza che questo si ripercuota
negativamente sulla nostra offerta, caso pressocche’
unico tra i broadcaster. Marco, insieme con Franco Ricci, e’ responsabile del successo della pay tv Mediaset.
Mauro Crippa ha la responsabilita’ editoriale e gestionale dell’informazione del gruppo. Sono suoi i successi televisivi piu’ recenti di Pomeriggio e Mattino 5 ed e’ suo il buon esito della nuova conduzione di Matrix. Qui voglio ringraziare anche gli altri consiglieri di amministrazione: Marina Berlusconi, Pasquale Cannatelli, Bruno Ermolli e Alfredo Messina, rappresentanti dell’azionista di maggioranza.
E poi gli indipendenti: Paolo Colombo, Luigi Fausti, Carlo Secchi e Attilio Ventura. Hanno dato contributi preziosi, anche dialettici, portando nel consiglio esperienze e dottrine di alto valore.
Vediamo adesso i dati dell’esercizio 2008.
i ricavi netti consolidati ammontano a 4.251,8 milioni di euro in crescita dell’ 4.2% rispetto ai 4.082,1 milioni di euro dell’esercizio precedente.
il risultato operativo del gruppo si è attestato a 984,6
milioni di euro, in flessione del 14,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La variazione del risultato operativo risente soprattutto della riduzione dei ricavi delle attività televisive in spagna e dal venir meno, in Italia, di proventi straordinari e non ricorrenti pari a 23 milioni di euro.
la redditività operativa passa dal 28.1% del 2007, al 23.2% del 2008. risultato che ci posiziona ancora ai vertici fra i broadcaster europei.
l’utile netto consolidato raggiunge i 459 milioni euro,
rispetto ai 506,8 del 2007. vorrei sottolineare che questo rappresenta un eccellente risultato se si considera il quadro economico che ha contraddistinto il 2008 e il fatto che su di esso ha pesato la svalutazione del goodwill operata da edam – holding di endemol – che ha avuto un impatto sul nostro utile netto consolidato per circa 45,2 milioni di euro.
Il consiglio di amministrazione di Mediaset ha deliberato di proporre all’assemblea di distribuire agli azionisti un monte dividendi pari a 431,8 milioni di euro, che corrisponde a un dividendo di 0,38 euro per azione. Cio’ corrisponde ad un pay out di oltre il 94% dell’utile netto consolidato e, ai prezzi degli ultimi giorni, ad uno yield superiore al 10%.
Sul lato finanziario, nel 2008, la generazione di cassa del gruppo, prima degli investimenti partecipativi, e’ cresciuta attestandosi a 672,2 milioni di euro rispetto ai 666,7 dello scorso anno.
il debito netto del gruppo e’ passato da circa 1,2 miliardi di euro nel 2007 a poco più di 1,3 miliardi di euro al 31 dicembre 2008.
in Italia, grazie anche alla straordinaria performance di
publitalia e al successo della nostra offerta a
pagamento, abbiamo fatto registrare risultati di
eccellenza.
la raccolta pubblicitaria lorda delle reti mediaset ha
conseguito un risultato pari a 2.881,1 milioni di euro in linea con quello registrato nel 2007, facendo registrare un andamento migliore rispetto a quello del mercato pubblicitario italiano che ha visto una flessione del 2.8% rispetto all’anno precedente.
i ricavi di mediaset premium sono cresciuti del 78,7% da 225,9 milioni di euro nel 2007 a 403,7 milioni nel 2008.
In virtú del positivo andamento di queste due componenti, i ricavi netti si sono attestati alla cifra record di oltre 3,2 miliardi di euro, in crescita del 9,0% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
il risultato operativo si e’ attestato ad oltre 597 milioni di euro rispetto ai 663,8 milioni del 2007.
l’utile netto nel 2008 e’ cresciuto del 14,3%, passando da a 330,8 milioni di euro nel 2007 a 378,1 milioni di euro, grazie anche ad un atteso miglioramento del nostro tax rate.
per quanto riguarda la nostra controllata spagnola
telecinco: la raccolta pubblicitaria lorda di publiespaña ha raggiunto i 934,8 milioni di euro registrando una flessione di circa l’11% rispetto al 2007, in linea con la contrazione del mercato pubblicitario televisivo spagnolo.
i ricavi netti nel 2008 hanno raggiunto 981,9 milioni di euro rispetto ai 1.081,6 milioni del 2007.
il risultato operativo si è attestato a 386,9 milioni di euro rispetto ai 485,3 del 2007, mentre l’utile netto nel 2008 ha raggiunto i 211,3 milioni di euro, rispetto ai 353,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. fin qui i dati.
vorrei ora aggiungere alcune considerazioni di tipo
qualitativo, per farvi capire meglio come abbiamo
affrontato questo non facile esercizio 2008.
mediaset ha già attraversato due periodi di crisi in
passato.
nel 1993-94 e nel 2001-02, pur accusando una contrazione della raccolta pubblicitaria, mediaset ha saputo far meglio dei concorrenti del settore media, aumentando la propria quota nel mercato pubblicitario ed uscendo più forte di prima.
negli ultimi 11 anni – dal 1997 al 2008 – infatti mediaset ha visto crescere i propri ricavi netti ad una media del 8.5% per anno, mentre il risultato operativo è cresciuto mediamente del 7.2%.
i dividendi distribuiti sono cresciuti ancora di più: del 11.1% all’anno. dal 1996 ad oggi abbiamo distribuito oltre 4.1 miliardi di euro di dividendi agli azionisti.
non abbiamo quindi paura del futuro. la nostra road map per la crisi la possiamo cosiʼ sintetizzare:
non smettere di investire nel core business: la
televisione generalista.
questa stagione televisiva ci sta dando grandi
soddisfazioni. le tre reti Mediaset fanno straordinari
ascolti e offrono una grande televisione.
in europa e negli stati uniti tagliano sul versante del
prodotto. noi continuiamo ad investire.
per fare questo dobbiamo essere efficienti e mantenerci profittevoli. il controllo dei costi non è per noi una misura di emergenza anti crisi ma viene da lontano: dal 2001 ad oggi i costi del palinsesto sono cresciuti mediamente meno del 1.6 per cento annuo, quindi ampiamente al di sotto dell’inflazione.
continuare ad investire in asset strategici per il futuro
la televisione generalista resterà il nostro core
business anche in ambiente digitale, vale a dire in un
ambiente multi-channel quando, dopo lo switch off, la
nuova piattaforma sarà diffusa in tutte le case.
la sfida qui è trasferire la nostra supremazia in termini di ascolti e raccolta pubblicitaria in un mondo popolato da centinaia di canali tv, free e pay.
per fare questo occorre controllare i contenuti tv.
ideare e realizzare contenuti e costruire palinsesti è un mestiere per pochi operatori. noi lo facciamo da sempre, con un certo successo.
Endemol, Medusa, Tao2, gli accordi con Warner e Universal e Disney, i diritti della serie a e della Champions League: sono questi i capitoli della nostra espansione sui contenuti. Si tratta di un’assicurazione sul nostro futuro e di uno strumento di contrasto forte della concorrenza.
esemplare è il caso della televisione pay. la nostra,
Mediaset Premium, ci ha fatto entrare in un mercato molto interessante, stimato a ritmi di crescita del 20% l’anno. la risposta alla nostra offerta pay è molto positiva e non sembra risentire della crisi economica.
mantenere una solida struttura finanziaria.
abbiamo finanziato lo sviluppo e la crescita con progetti sani e prudenti e mantenendo sempre i piedi per terra: ad esempio, un’operazione di grande portata come quella di Endemol è stata completata senza intaccare la nostra solidità finanziaria.
l’attuale esposizione finanziaria del gruppo ci tiene al
riparo dalla crisi finanziaria e l’indebitamento di Mediaset è fisiologico ed è significativamente minore rispetto all’indebitamento medio dei concorrenti europei.
da vero leader di mercato, Mediaset ha dimostrato di saper gestire i rallentamenti ciclici dell’economia senza affanno, con razionalità, come se fosse “business as usual”.
non sottostimiamo la crisi. però non sottostimiamo
neanche le nostre risorse.
Non proponiamo soluzioni miracolose, noi di Mediaset. Ma con l’umilta di chi lavora giorno dopo giorno e la sicurezza di chi guarda alla propria esperienza semplicemente vi diciamo che continueremo ad offrire il miglior prodotto televisivo possibile, per il pubblico più appetibile in termini commerciali, con una ossessiva attenzione ai costi.
crediamo di essere una parte importante di quella
economia sana grazie alla quale si uscirà da questa crisi. Noi vogliamo continuare a dare sicurezze al mercato e agli investitori. Non abbiamo mai smesso di farlo. E oggi è più importante che mai.
Grazie.
dott. Fedele Confalonieri
assemblea degli azionisti 22 aprile 2009

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