Roma al capolinea. I cicli finiti sono tre: Spalletti, i brasiliani e molti altri calciatori, l'era dei Sensi. La rifondazione deve partire da De Rossi, Totti, Brighi e Motta. Tutti gli altri sul mercato
marco | 25 aprile 2009Dopo aver visto Fiorentina-Roma possiamo dire che i cicli finiti sono tre: quello della squadra di Spalletti, quello di tanti giocatori giallorossi e quello della famiglia Sensi che guida la società capitolina. Cominciamo da Spalletti. Finora si è preso tutti i meriti, sia per un modulo che ha prodotto un gioco molto spettacolare (e dispendioso), sia per un ciclo di successi e non ultimo per aver costruito un gruppo unito e disciplinato (fino alla stagione scorsa). Quest’anno però il signor Spalletti ha collezionato una serie di sconfitte storiche per la tifoseria giallorossa. Ha preso 4 gol dall’Inter, 4 dalla Juve, 4 dalla Lazio e 4 dalla Fiorentina. Una caporetto dopo l’altra, tutte sconfitte da record negativi nella lunga storia dei giallorossi. Senza contare lo 0-3 con la Lazio e il 7-1 di Manchester degli anni passati, due batoste che nessun tifoso potrà mai dimenticare. A Firenze Spalletti ha toccato il fondo perché la partita l’ha persa lui fin dall’inizio, schierando Cassetti difensore centrale, un terzino che già nell’esordio in Champions contro i rumeni (partita ovviamente persa) aveva giocato (si fa per dire) in quel ruolo. Cassetti non deve diventare un capro espiatorio, tuttavia il suo caso serve a far ricordare a Spalletti che a Roma più di qualcuno lo ha sopravvalutato.
A questo punto viene da chiedersi se convenga affidare al tecnico, ancora sotto contratto con la Roma, la rifondazione necessaria per far rinascere un ciclo glorioso. Veniamo ai giocatori. Tolti De Rossi, Totti, Brighi e Motta gli altri sono tutti in discussione. Per primi i brasiliani. E’ giusto che comincino a fare le valigie Doni e Arthur, Taddei a Cicinho, per finire con Baptista, che resta un incompiuto. L’unico che potrebbe restare è Juan, a patto che risolva i problemi fisici. E poi ci sono tanti calciatori come Perrotta, Mexes, Aquilani, Vucinic, Menez, Pizarro, Cassetti, Riise e Tonetto che appartengono alla schiera di coloro che son sospesi. Bisogna decidere chi tenere e chi cedere. Per Panucci e Montella va fatta un’eccezione: un posto in panchina per l’ultimo anno della carriera ci sembra un diritto acquisito, se non altro per i meriti conseguiti con la maglia giallorossa. Degli altri si potrebbe trattenere Vucinic, Riise e Pizarro, e forse Cassetti (a patto di non vederlo più come difensore centrale). Tra i bocciati sicuramente il nervoso Mexes, l’acciaccato Aquilani, il discontinuo Perrotta, gli evanescenti Menez e Tonetto, nonché come detto tutti i brasiliani in blocco. Perché quando si deve rinnovare un parco giocatori, e non si hanno tanti soldi da spendere, occorre presentarsi al mercato con qualche prezzo pregiato da scambiare. E Aquilani, Mexes, Menez, Baptista, Doni, Cicinho possono far gola a parecchi acquirenti. Dulcis in fundo la società. E’ giunta l’ora del cambiamento. Al capolinea ci sono anche i Sensi. Si spera nei tedeschi, visto che i soldi Champions sono volati via.





