Pd, la Finocchiaro fa le avance
marco | 13 maggio 2009
Chi pensa che dentro il Pd ci si occupi soltanto alle Europee e del referendum si sbaglia. Non è giugno il mese della verità per il partito leader dell’opposizione, bensì ottobre, quando ci sarà il congresso della resa dei conti. Le elezioni e il referendum daranno, probabilmente, una scossa in positivo o in negativo al barometro del partito, ma il congresso autunnale può rappresentare quel nuovo Big Bang tanto atteso. Il tutto mentre Dario Franceschini continua a litigare con Francesco Rutelli sul referendum. L’ex segretario della Margherita ha detto nei giorni scorsi che la decisione di Franceschini di schierare il Pd per il sì è un mezzo suicidio. Franceschini ha così replicato: «Che partito sarebbe un partito che cambia idea dopo aver a lungo discusso, solo perché il premier distrattamente ha detto a Varsavia che sosterrà il Sì. La domanda alla quale gli italiani devono rispondere il 21 giugno è la seguente: volete abrogare la legge porcata, quella che sottrae agli elettori il diritto di scegliersi non solo i partiti ma anche le persone da mandare in Parlamento?».
Dunque, Franceschini si sta allontanando sempre più da Rutelli, un potenziale alleato che potrebbe aiutarlo al congresso (ovviamente in caso di accordo tra i due). Non si può certo pensare che il due volte sindaco di Roma possa appoggiare Massimo D’Alema e i suoi delfini.
Attualmente la forza del segretario per opporsi allo squadrone dalemiano (che vanta tra gli altri Pierluigi Bersani e Anna Finocchiaro, con l’appoggio esterno di Franco Marini) sta – più che sui popolari, compagni di corrente – in coloro che sono anti-D’Alema. Attualmente, dando un’occhiata alle tessere di partito, i dalemiani vantano una congrua maggioranza. Tuttavia ci sono tante componenti sparse e non allineate che potrebbero dare una mano a Franceschini. Che ora come ora può contare solo sull’appoggio dei Popolari, dei Veltroniani (che pur di andare contro D’Alema farebbero di tutto) e sui fassiniani, i quali – almeno per ora – sono allineati con il segretario (questioni di taciti accordi di potere e di non belligeranza). Fassino sembrava potesse essere un candidato per il congresso, ma forse potrebbe rinunciare e pensare alla presidenza. Ora però c’è da analizzare la sortita di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori che sembra decisa a candidarsi al congresso. La sua discesa in campo significherebbe l’uscita di scena di Bersani. Ma Goffredo Bettini ha gettato l’amo: al congresso ci sarà un terzo uomo. Chi sarà? Si cerca il suo identikit tra quegli indipendenti che si sono fatti apprezzare nelle amministrazioni locali. Da Chiamparino a Cacciari, da Zingaretti a Penati. Sotto a chi tocca.





