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Elezioni, ha vinto Noemi. 2.236 dichiarazioni politiche sul suo caso

marco | 3 giugno 2009

da ITALIA OGGI
di Franco Bechis

Ha vinto Noemi Letizia. Nell’ultimo mese è stata la regina assoluta della campagna elettorale italiana. Ha fatto schierare uomini politici di primissimo livello, seconde file e puri peones che si sono risolti alla grande il problema su cosa dire nei comizi in piazza in una delle poche competizioni in cui c’è ancora il voto di preferenza. Un vero referendum, Noemi sì, Noemi no, che ha diviso parlamento, stampa e poteri forti italiani e perfino internazionali. In 30 giorni sul caso Noemi ben 2.236 dichiarazioni politiche, un vero e proprio record. Tutti i leader hanno detto quasi quotidianamente la loro sul caso.
Secondo posto per un’altra protagonista politica suo malgrado: Miriam Bartolini, più nota come Veronica Lario.
Terzo posto per Gino Flaminio, fidanzato abbandonato da Noemi e sposato come la stessa Veronica da una buona parte dell’opposizione italiana: solo non è più. Grazie alla sua irruzione in campagna elettorale da metà maggio in poi ha lasciato distanziato il quarto protagonista di questa corsa a Strasburgo: Elio Letizia, papà (e anche papi) di Noemi, che ha animato la prima parte della campagna con le sue ricostruzioni variopinte su come è nata l’amicizia con Silvio Berlusconi.
Quinto posto per una new entry: Alberto Orlandi, il bodyguard di Veronica, che si è già ritagliato uno spazio non da poco sulle pagine politiche dei quotidiani ed è diventato una sorta di bandiera per quelli schierati con il centrodestra. Immigrazione, lavoro, crisi occupazionale, trattative della Fiat, politica estera, crisi economica sono restate per 40 giorni sullo sfondo: ad aprire bocca su questi temi anche in comizi di piazza si provocava ormai lo sbadiglio. Con una campagna elettorale così il rischio c’è, ed è quello di vedere molte schede annullate il prossimo 7 giugno, con lì scritto a caratteri cubitali il nome del personaggio più gettonato da stampa e tv (e in qualche caso perfino manifesti): Noemi.
Anzi, vista l’attenzione mostrata per la ragazza anche da giornali stranieri di primissimo piano (Times, Financial Time, El Pais, Le Monde, The Guardian, The Indipendent etc…), c’è il rischio di un plebiscito continentale per la giovane che ha festeggiato la maggiore età a Casoria: bisognerebbe farla diventare presidente del Parlamento europeo appena costituito. E’ popolarissima ovunque, e solo nella Repubblica ceca è messa appena in ombra dalle foto oseè a villa Certosa del presidente Topolanek.
In 30 giorni il leader del Pd ha portato il suo affondo con maggiore o minore fortuna sul caso Noemi (alternato con quello di Veronica e famiglia) intervenendo ben 21 volte con altrettante dichiarazioni. La prima solo per premettere che non avrebbe usato l’argomento coperto da privacy in campagna elettorale. Poi ne ha fatto l’arma di punta fino a quando non si è schiantato sui figli di Berlusconi “maleducati”.

Più di lui ne ha dovuto parlare lo stesso presidente del Consiglio italiano, ma era accerchiato e si è trattato di legittima difesa. Per 17 volte nei 30 giorni il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, ha iniziato i suoi comizi e le dichiarazioni alle agenzie premettendo “a noi non interessa il gossip, ma i problemi veri della gente. Chisseneimporta dei costumi sessuali del premier, perfino se Berlusconi fa sesso con minorenni”, e così l’ha detta ed è finito sui giornali. Per 19 volte gli si è contrapposto solitario il più fedele difensore del premier, Umberto Bossi che ha ripetuto lo stesso ritornello: “Silvio con una minorenne? Non ci credo. Ha una certa età. Manco con il viagra. E poi noi politici non abbiamo mai tempo e non riusciamo mai a restare soli. Io nemmeno al cesso”.
E si è capito come questo ultimo particolare sia diventato un problema vero per il senatùr: il riferimento al cesso nelle 19 dichiarazioni è avvenuto 26 volte (un tormento: lo si lasci andare da solo!). Gianfranco Rotondi è sceso in campo solo 16 volte, ma sempre con l’artiglieria pesante: si tratta di complotto ai danni di Berlusconi, ordito da loschi figuri e da un’intelligence sovra-diretta. Ma a cui non partecipano i nostri servizi segreti, fedelissimi per natura. Chiaro, no? A Massimo D’Alema l’argomento divertiva tantissimo. Non ha fatto comizi, ma ovunque (14 volte comunque in 30 giorni) gli è scappata la frecciatina al curaro su Noemi e il premier. E alla fine è sceso in campo – e ci mancava- perfino il Codacons, che ha denunciato tutti per avere danneggiato l’immagine dell’Italia e la serietà della campagna elettorale. Azzeccata per una volta…

L’AGENDA
Da quando il 28 aprile Veronica Lario ha aperto il fuoco contro il premier, attaccando la politica ciarpame, sono 2236 le dichiarazioni che si sono susseguite sul caso Noemi. La campagna elettorale si è infervorata sulla diciottenne napoletana, tra gossip e proclami politici. Delle questioni europee invece, su cui si andrà al voto il 6 e il 7 giguno prossimi, si è parlato ben poco. Alla fine a vincere è stata Noemi.

28 aprile
Veronica Lario: potere senza ritegno, veline-ciarpame. «Ciarpame senza pudore». Così, Veronica Lario, consorte del premier Silvio Berlusconi, definisce, in una dichiarazione all’Ansa, l’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. Il riferimento è al caso delle presunte veline candidate dal Pdl, su cui aleggia anche la vicenda della festa di Noemi Letizia, rivelata da Repubblica. «Quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere… Qualcuno», osserva Veronica Lario, «ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore».
Melandri, totalmente d’accordo con la Lario. «Condivido, quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere», così Giovanna Melandri, responsabile cultura del Pd.
29 aprile
Franceschini, tra moglie e marito non mettere il dito. «Devo ricorrere alla saggezza popolare dei proverbi dicendo tra moglie e marito non mettere il dito. E qui mi fermo», è il primo commento del segretario del Pd, Dario Franceschini.
3 maggio
Addio di Veronica a Berlusconi. «Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni», è con queste parole che Veronica Lario annuncia l’intenzione di divorziare dal marito, Silvio Berlsuconi. Il riferimento è alle presunte frequentazioni del premier con Noemi Letizia quando questa non aveva ancora compiuto i 18 anni.
5 maggio
Berlusconi,Veronica vittima trappola della sinistra.
Il premier si decide a commentare il polverone di polemiche scatenate dalla festa di Noemi Letizia e le dichiarazione della Lario, intervenendo da Bruno Vespa: «Io non sono mai stato con minorenni. Veronica è stata vittima di una trappola mediatica della sinistra».
Cicchitto, sinistra imbarbarisce la politica.
«Quella parte della sinistra che cavalca la tigre di una situazione personale contribuisce all’imbarbarimento della politica», è la difesa di Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, nell’intervento sulle vicende personali di Silvio Berlusconi.
8 maggio
Cossiga, Pd non ci guadagnerà un voto. Quella del Pd sul caso Lario-Berlusconi è «una speculazione che non porterà un voto in più: se pensano questo, sono fuori strada», così Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, boccia il comportamento del Pd sul divorzio del premier.
9 maggio
Noemi, papi non è il mio papa’. Berlusconi «non è mio padre». La diciottenne Noemi Letizia al Times ha decisamente negato di essere la figlia di Berlusconi anche se affettuosamente lo chiama ‘’Papi’’.
10 maggio
Franceschini, Berlusconi al quirinale è da brividi.
«L’idea di Berlusconi al Quirinale mi fa venire i brividi lungo la schiena», dice Franceschini.
15 maggio
Craxi, Noemi? Non è affare di stato. «Appartengono a sfera privata gli eventuali errori del premier», così Bobo Craxi.
16 maggio
De Magistris, ci pensi la magistratura. Il candidato dell’Italia dei valori alle Europee, l’ex pm Luigi De Magistris, così commenta: «Su Noemi inchiesta possibile ma ci pensi la magistratura».
18 maggio
Sgarbi, della storia di Noemi non se ne può più. «Chi se ne importa della storia di Noemi», è il commento di Vittorio Sgarbi
22 maggio
Zanda, verità su Noemi è questione stato. «La natura della questione di Stato: se Silvio Berlusconi abbia detto o meno la verità agli italiani», così l’onorevole Pd Luigi Zanda.
24 maggio
Storace, spiacevole che politica si occupi di questo. «E’ spiacevole che la politica di un paese occidentale, con tutti i problemi che abbiamo, si debba occupare delle giovanissime fidanzate del Presidente del Consiglio». Questo il commento di Francesco Storace.
Rotondi, profumo di poteri deviati. «Dico quello che tutti pensano nella maggioranza: il premier è oggetto di un’operazione di destabilizzazione. Essa avviene con gli strumenti di tutti i casi precedenti, dal caso Piccioni-Montesi al caso di Giovanni Leone. Allora si parlava di servizi deviati, oggi anche in questo settore c’eèuna proficua privatizzazione», dice il leader democristiano del PdL, Gianfranco Rotondi.
25 maggio
Franceschini,berlusconi pensava di comprare tutto con i soldi.
«Il mio avversario è sempre piu’ rancoroso e nervoso: pensava che con i soldi e il potere potesse comprarsi tutto, anche il silenzio della stampa e delle persone. ma le donne e gli uomini italiani non sono in vendita».
Diliberto,ultimo problema rispetto a danni Berlusconi.
«Il caso di Noemi Letizia è l’ultimo dei problemi», secondo il segretario dei comunisti italiani Oliviero Diliberto, di fronte «ai danni provocati al paese… il premier si dovrebbe dimettere».
Bossi, Noemi è grande montatura, Berlusconi ha i suoi anni. Secondo il leader della Lega nord Umberto Bossi, «il caso Noemi è una grande montatura anche perché ai politici avanza troppo poco tempo e poi onestamente Berlusconi i suoi anni li ha. Va be’ che c’è il viagra, ma ci credo poco». E poi, dice il Senatur: «Io faccio politica, so che non riesco star solo al gabinetto, figurarsi se uno resta solo per scopare. È una cosa esagerata, pompata».
26 maggio
Frattini, per sinistra sarà boomerang.
Per il ministro degli esteri Franco Frattini la vicenda «si trasformerà in un boomerang per la sinistra perchè la maggioranza è più salda che mai’’.
Formigoni, lecito discutere di vita privata premier.
«Gli italiani sanno ben distinguere la politica da tutto il resto. A un uomo politico si chiede coerenza nei programmi politici e nel governare il paese. Dopodiche’, è lecito discutere anche della vita personale delle persone pubbliche», o ha dichiarato il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni.
27 maggio
Franceschini attacca Berlusconi su valori,ira dei figli.
«Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?», è la provocazione lanciata ad Albenga dal segretario del Pd che scatena la reazione indignata di tre dei figli del capo del governo che, con orgoglio, difendono il padre e l’educazione ricevuta.
Casini,basta parlare di ragazzine e problemi giustizia.
Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini chiede che si smetta di parlare «di ragazzine e di problemi giudiziari, parliamo dei problemi dell’italia,rifiutiamo categoricamente di passare i prossimi dieci giorni parlando di veline e dei problemi giudiziari di berlusconi…è solo distrazione di massa».
28 maggio
Matteoli, è un linciaggio, non è politica. Secondo il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli «è incredibile quello che sta accadendo nel paese, non ricordo in passato un attacco così feroce ad un presidente del consiglio».
La Russa, scontro a livello inaccettabile, è fetenzia.
« Mai avrei immaginato che lo scontro con la sinistra sarebbe stato ad un livello così misero ed inaccettabile. Questo con la politica non ha nulla a che vedere, eèuna fetenzia», ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
Bossi, non credo a balle dei giornali. Il ministro per le riforme e leader della Lega nord, Umberto Bossi, torna a dire: «Non credo che Berlusconi vada con le ragazzine io non credo alle balle che scrivono i giornali».
29 maggio
Verdini, sarà un boomerang per chi usa vicenda. Il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini sottolinea che «in campagna elettorale i toni aspri sono quasi normali, a patto che il confronto si svolga sulle questioni reali e sui programmi. Invece il tiro è stato spostato su vicende personali, ma questo si rivelerà un boomerang per chi lo ha fatto».
31 maggio
Santanchè contro Lario. «Il presidente non ha sfasciato nessuna famiglia», dice Daniela Santanchè, «ma è Veronica Lario che da molto tempo ha un compagno». Berlusconi «Ha tentato di tutto per tenere ugualmente in piedi la famiglia.
Frattini; tutto falso, premier me l’ha giurato su figli. Sul caso Noemi si sta montando ‘«un processo senza prove…è tutto falso, Berlusconi non ha nulla a che fare con la storia scandalosa con quella ragazza», dice il ministro degli esteri Frattini, «gliel’ho chiesto personalmente e me lo ha giurato sui suoi cinque figli».
1 giugno
D’Alema, comportamenti non degni di un premier. «Mi chiedo se tutti questi comportamenti siano degni di un capo di governo di un grande paese europeo», si chiede uno dei leader del Pd, Massimo D’Alema.
Bossi, spiace solo che rovina la famiglia.
Umberto Bossi torna a ripetere che la vicenda di noemi ètutta «una montatura, sembra una cosa inventata, pompata ad arte…spiace solo che rovina la famiglia. La politica si fa con cose serie non con le stupidate inventate sui giornali».
Diliberto, noi ci occupiamo dei problemi della gente.
«Mi si darà atto di non avere detto una sola parola ne’ sul divorzio ne’ sulle abitudini sessuali di Berlusconi, noi siamo stati ai fatti e ci occupiamo dei problemi reali della gente», dice il segretario dei comunisti italiani, Diliberto.

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