Ruffini si aggrappa a Di Bella per bruciare la Berlinguer
marco | 5 giugno 2009
Le elezioni europee potrebbero scrivere l’ultima parola sulla conferma o no di Paolo Ruffini alla guida di RaiTre. Molto dipenderà da come uscirà Dario Franceschini dalla tornata elettorale. La soglia limite è stata fissata al 26%. Se il Pd scenderà al di sotto, Franceschini non potrà più nemmeno scegliersi la badante, senza aver parlato prima con D’Alema e Bersani. Difficilmente si riuscirà a dipanare la matassa in tempo per il cda del 10 giugno, semmai la decisione potrebbe essere matura per il 17. Il direttore Ruffini, che ha svolto un ottimo lavoro pluriennale a RaiTre, è stimato dagli ex Margherita (Franceschini in primis). Il suo antagonista, Antonio Di Bella, attuale direttore del Tg3, è invece spinto alla direzione della terza rete dall’area ds che vorrebbe anche Bianca Berlinguer a capo del telegiornale. Intanto ieri Paolo Ruffini, celebrando i successi della Dandini e della sua trasmissione Parla con me, ha detto che il buon risultato della Dandini ha permesso al Tg3 di varare un’importante novità editoriale come Linea Notte. Due le possibili chiavi di lettura: o Ruffini sta cercando di prendersi i meriti anche di Di Bella (8% di share), dando una botta al cerchio del suo antagonista, oppure si vuole aggrappare al direttore del Tg3 per congelare il binomio vincente e respingere l’assalto di Bianca Berlinguer. Sta di fatto che lo share della Dandini non è superiore a quello di Linea Notte.
DOVE FINIRA IL CAPPON? Tra le tante indiscrezioni che circolano sulle nuove nomine non ce n’è neanche una riguardante l’ex dg Claudio Cappon. Il diretto interessato se ne sta tranquillo lo stesso, in quanto vanta un contratto a tempo indeterminato e non ha fretta per il suo nuovo incarico che tarda ad arrivare. Si è parlato qualche tempo fa di RaiCinema, ma se Ruffini dovesse lasciare RaiTre potrebbe essere lui il prescelto.
MAFFEI E VIGORELLI. Fabrizio Maffei potrebbe finire alle relazioni esterne e comunicazione della Rai, che hanno in Guido Paglia il responsabile. A Maffei sembra destinata la poltrona di capo delle relazioni esterne, mentre il direttore resterà Paglia. Nonostante sia in età pensionabile Piero Vigorelli è sempre il favorito per la direzione della Tgr, magari affiancato da un condirettore come Simonetta Faverio. Il precedente esiste già: Albino Longhi che diresse il Tg1 per tre volte nella sua carriera, di cui due oltre l’età pensionabile.
TG5 IN FESTA. Si stappano bottiglie di champagne al Tg5, sia per lo scampato pericolo dopo il mancato «sacco di viale Mazzini» che avrebbe potuto portare via i vertici del telegiornale, sia perché le distanze dal Tg1 delle 20 si stanno riducendo serata dopo serata. Che si respiri già aria di sorpasso?
LA7, RSU BACCHETTA CDR. Non è andato giù alla rappresentanza sindacale de La7 il comunicato elaborato dal cdr sulla due giorni di astensione audio-video. Nella prima versione c’era un passaggio che faceva riferimento a dei premi di produzione per tutti gli altri dipendenti, con la sola esclusione dei giornalisti. Dopo l’intervento della Rsu, che ha ricordato al cdr che non si tratta di premi ma di un accordo integrativo già siglato, il comunicato è stato cambiato con premi di produzione ai manager (ammesso e non concesso che ci siano ancora dei manager a La7 dopo i vistosi tagli dei mesi scorsi).





