Fini chiude la porta a Gheddafi
marco | 13 giugno 2009
Nel mondo islamico la donna sarà pure come un mobilio che si può cambiare quando si vuole, ma qui in Italia il gentil sesso può farti perdere la testa. Ne sa qualcosa il leader libico Gheddafi che dopo aver incontrato il ministro Mara Carfagna e un migliaio di donne rappresentanti del mondo dell’imprenditoria al femminile, ha finito per fare tardi all’appuntamento con Fini, D’Alema e Pisanu a Montecitorio. Un malore, è stato detto, il motivo del ritardo. Chissà, un malore magari causato proprio dalla vista dell’altro harem, quello con le donne protagoniste e non schiave, con indosso i pantaloni del manager e non i veli per la danza del ventre.
Tuttavia a ballare dalla rabbia alla fine della giornata è stato Gianfranco Fini che dopo aver aspettato due ore l’arrivo del leader libico l’ha praticamente rimandato al suo paese riscuotendo gli applausi di gran parte della platea. Eccezion fatta per gli altri due politici che avevano promosso l’incontro con le loro rispettive fondazioni, Massimo D’Alema e Giuseppe Pisanu. Gheddafi che a Roma non ha mai rispettato gli orari previsti dai cerimoniali, ora rischia di creare un incidente diplomatico. Era atteso a Montecitorio, nella Sala della Lupa alle 16.30. Dopo due ore di attesa Fini è sbottato: «È un ritardo non giustificato. Nel pieno rispetto delle istituzioni considero annullata la manifestazione, assumendomene la responsabilità nel rispetto di quello che ritengo sia il ruolo del Parlamento in una democrazia. Non si fa così».
Il fatto ha scatenato il teatrino della politica. Con il mezzo che i politici preferiscono: le dichiarazioni alle agenzie. Addirittura il gesto di Fini è riuscito a mettere d’accordo anche gli opposti schieramenti. A esempio i due nemici irriducibili, Casini e Follini, si sono espressi alla stessa maniera. Il leader dell’Udc ha elogiato Fini: «Due ore di ritardo? Roba da matti… Fini ha fatto bene a chiudergli la porta della camera dei deputati». Ancora più pungente Follini: «Fini ha restituito decoro alle istituzioni. Ce n’era bisogno». Applausi anche da Rosy Bindi: «Il presidente Fini si è comportato in modo corretto e istituzionale, rispettoso della dignità del Parlamento e degli italiani». Sulla stessa lunghezza d’onda Cicchitto e Lupi. Anche il ministro degli esteri Frattini, che già l’altro giorno si era dissociato dalla dichiarazione del leader libico sugli Usa come bin Laden, ha apprezzato il gesto di Fini. Due voci fuori dal coro, quelle degli organizzatori D’Alema e Pisanu. Pronti ad andare da Gheddafi nella tenda e a giustificarne il malore. Che alla fine è diventato un ritardo dovuto alla preghiera del venerdì.





