Questa volta Berlusconi si Lega
marco | 20 giugno 2009
Berlusconi alza i toni dello scontro. Lancia il guanto della sfida: stampa e pm non mi butteranno giù. Il premier non ha dubbi: ciò che accadde nel 1994 non si ripeterà una seconda volta. Adesso si sente più forte, possiede una larga maggioranza di consensi. Il Carroccio lo rassicura – la Lega è garante della democrazia, governa soltanto chi vince le elezioni, ha ribadito ieri Calderoli – Gianfranco Fini un po’ meno, seppure il presidente della camera abbia ribadito che non è il governo a rischio, ma la fiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni. Certo, il modo con cui il premier è stato difeso da vigilanza e servizi segreti agita i fantasmi. Perché se veramente esiste un complotto, Berlusconi rischia di essere colpito dal fuoco amico. E quindi più difficile da arginare. Soprattutto se si tratta di un numero consistente di pretoriani.
Il premier ha voluto dare un segnale anche al ministro Tremonti, finito clamorosamente tra i sospettati dell’ipotetico complotto. «Con Tremonti lavoro benissimo, anzi non ho mai lavorato così bene con lui come in quest’ultimo anno e mezzo». Stesso ritornello su un altro presunto cospiratore, il governatore di Bankitalia, Mario Draghi. «Lavoro molto bene anche con lui e apprezzo la sua correttezza», ha detto Berlusconi. Ma in questo momento nel mirino del Cavaliere ci sono la stampa e i pm, quest’ultimi sempre pronti ad aprire nuovi filoni d’inchiesta. Berlusconi sa bene di essere in trincea e di non poter sottovalutare nessun dettaglio. Anche Al Capone fu inchiodato, ma non per gli omicidi bensì per evasione fiscale. Quindi guai a sottovalutare anche la più insignificante delle scappatelle. A suo vantaggio c’è il fatto che gli italiani, anche i più vicini al mondo cattolico, non sono poi così bigotti come gli americani. Tuttavia tutte queste vicende scandalistiche fanno riflettere su come il premier sia circondato da una corte non in grado di proteggerlo, magari con qualche falco che si annida tra le colombe.
Nessun primo ministro del passato è stato così poco protetto. Per quanto riguarda la stampa il fronte è più che mai aperto. Siamo allo scontro. Va detto, comunque, che non tutti i quotidiani danno lo stesso risalto all’inchiesta di Bari. Il Corriere che l’ha tirata fuori per primo non la tiene più di apertura. Gli dedicano il titolone della prima pagina solo Repubblica, l’Unità, tutti i giornali della sinistra e SkyTg24. E proprio contro i giornalisti del tg diretto da Emilio Carelli, uno dei fondatori del Tg5, che il premier si è scagliato, dando loro degli spioni aggiungendo un pesante «dovete vergognarvi». Le telecamere di SkyTg24 erano riuscite a immortalare la telefonata di Berlusconi a Ghedini in cui il premier inveiva contro i giornali e quei virgolettati ritenuti falsi e inventati.
«Per me è tutta spazzatura. A Napoli l’ho fatta fuori, farò fuori anche questa. Quello che si legge sui giornali su un complotto è pura fantapolitica», ha ribadito Berlusconi, rassicurando gli italiani di continuare a lavorare per il bene del paese e della comunità internazionale.
Ma domani si vota, anche se più di qualcuno potrebbe essersene dimenticato. E ieri il premier ha chiuso la campagna elettorale del suo candidato alla Provincia di Milano, Guido Podestà, proprio a due passi dalla roccaforte del rivale del Pd, Filippo Penati. Dal palco di Cinisello Balsamo il premier ha replicato alle contestazioni organizzate dall’opposizione. «Siete dei poveri comunisti. Vergogna!», ha urlato Berlusconi, aggiungendo: «Tra noi e loro ci sono differenze fondamentali, noi conosciamo la democrazia, voi non avete dignità, non sapete cosa sia la democrazia, la libertà».
È un Cavaliere in sella davanti ai suoi fan. Va all’attacco, ha una grande voglia di infilzare i tonni.
A Cinisello è sembrato in forma. Ha scosso la platea, l’ha galvanizzata per poi salutarla con un classico: «Vi abbraccio forte», ma l’ultimo pensiero è stato per il gentil sesso: «Alle signore le abbraccio due volte». Non cambia davvero mai.





