Writer, la carota dopo il bastone. Il ministro Meloni stanzia i fondi per la street art nelle città

23 07 2009

Il decreto sicurezza ha inasprito le pene. Il ministero delle politiche giovanile cercherà di addolcire la pillola. Protagonisti i writer, gli artisti-imbrattatori di mura cittadine, che ora non si troveranno più tra l’incudine e il martello ma tra il bastone e la carota. Del bastone è già uscito più o meno tutto. Se il writer viene sorpreso a imbrattare palazzi, metropolitane, tram, pullman, treni e furgoni è prevista la reclusione da uno a sei mesi, nonché una multa da 300 a 1000 euro. Se poi il reato è commesso su dimore storiche e artistiche la pena aumenta da 3 mesi fino a un anno di reclusione, con la multa che sale dai 1000 ai 3000 euro. Apriti cielo invece se il writer ha dei precedenti: reclusione da 3 mesi a un anno e multa fino a 10 mila euro. Ora veniamo alla carota. Il ministro Meloni presenterà oggi, tra le nuove proposte, un bando che riguarda proprio i writer. Si tratta di fondi per la valorizzazione delle street art e del writing urbano. Destinatari sono i comuni con oltre 50 mila abitanti. Il finanziamento ammonta a un milione di euro e il bando prevede cofinanziamento di progetti in partnership tra comuni e associazioni giovanili e la costituzione del network dei comuni favorevoli al writing. A riguardo verrà realizzato un portale per la promozione della creatività giovanile urbana, quella legale ovviamente. Per chi continuerà a imbrattare muri in maniera coatta ci sono sempre le pene e le multe.
Che cosa conviene dunque al writer. In primis organizzarsi in un’associazione. Poi presentare un progetto al proprio comune di residenza e assieme partecipare al bando del ministero.
I progetti che hanno ottime possibilità di portarsi a casa i fondi sono quelli che riguarderanno palazzi, fabbriche abbandonate e strutture fatiscenti che necessitano di un restyling. A quel punto i writer avrebbero la loro «lavagna» per sprigionare la creatività repressa. Senza che il degrado ne risenta. Anzi, sarebbe tangibile il miglioramento della struttura. E in Italia, sparse qua e là, ce ne sono di brutture. A questo punto il writer dovrà però uscire dall’anonimato. Nomi e cognomi non dovranno essere dati al ministero ma alle associazioni. le quali però diventano responsabili di eventuali danni.



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