Cinema, i consigli di Pierluigi Magnaschi per non restare al buio. "Look Both Ways – Amori e disastri"
marco | 27 luglio 2009
di Pierluigi Magnaschi
“Look Both Ways – Amori e disastri”, regia di W. Mclnnes, con J. Clark, A. Hayes *, visto nel luglio 2009.
Avrei voluto vedere questo film in una sala di Napoli, ammesso che esso sia stato proiettato anche in questa città, il che ne dubito. Ma se fosse stato proiettato, gli spettatori, per tenere a bada il malocchio incorporato in questo film, si sarebbero dotati di un corno rosso scuro monumentale, alto almeno un metro, da tenere abbracciato come Asterix fa con i dolmen.
Questo infatti è un film programmatico sulla sfiga, popolato da persone alle quali non ne va mai bene una. Non so come sia venuta in mente un’idea del genere. Va bene che le idee scarseggino e che i film prodotti siano tanti. Ma dovrebbe esserci un limite.
Il regista ha scambiato l’originalità per l’assoluta stravaganza. E i nostri critici, assetati di nuovo purchessia, ci sono cascati dentro a piedi uniti, intravedendo, in questo film, delle profondità che in esso non ho assolutamente riscontrato. Both ways, appunto, cioè sia che lo guardassi da una parte o dall’altra, di sopra o di sotto. Cosi, dopo averlo guardato e riguardato ho deciso che forse era meglio che andassi a fare quattro passi in Galleria. Se il film non si è ripreso nella seconda parte del secondo tempo, è una grande bojata. Che stupisce solo coloro che sono disposti a stupirsi. Che poi sono gli stessi che se una cosa non la capiscono o un film non sta in piedi, vanno in brodo di giuggiole. Beati loro. Prosit.





