RaiTre-Tg3, ecco chi soffia sul fuoco del Pd

26 08 2009

L’articolo del Corriere sui direttori di RaiTre e Tg3, da designare prima del congresso del Pd di ottobre, ha riaperto d’improvviso la contesa all’interno del partito (e a viale Mazzini). Costringendo più di qualcuno degli attori in commedia a rompere gli indugi. A cominciare dal presidente Paolo Garimberti, a suo tempo tempestivo e geniale a congelare l’attuale situazione durante una delle ultime tornate di nomine Rai. Addirittura barattò il suo voto con il congelamento di Ruffini a RaiTre e Di Bella al Tg3. Una situazione che avrebbe permesso al Pd di arrivare alla resa dei conti del congresso senza scossoni di poltrone. Ma ora tutto lo scenario potrebbe cambiare in un batter d’occhio. A soffiare sul fuoco del Pd sono in parecchi. Garimberti probabilmente prova a uscire dall’impasse. Come? Ancora non lo sa nemmeno lui, tuttavia sembra deciso a ingranare la marcia e andare avanti con le nomine prima del congresso. Su di
lui evidentemente le pressioni si sono moltiplicate. Al contrario, i consiglieri Rizzo Nervo e Van Straten cercano di arginare il flusso con una diga. Non mollano la posizione. Prima il congresso poi si vedrà. A patto che vinca Franceschini. Rizzo Nervo difende a denti stretti la poltrona di Ruffini, Van Straten quella di Di Bella. Il direttore di RaiTre è molto stimato dagli ex Margherita, il responsabile del Tg3 è ben visto dall’asse Veltroni-Franceschini-Fassino. Tra l’altro va detto che entrambi hanno dalla loro parte gli ascolti, più che positivi. E non fanno carte false per consolidare il proprio posto. Semmai sono i papabili a sostituirli che si agitano. A cominciare da Bianca Berlinguer che punta dritto sulla direzione del Tg3, con la benedizione di D’Alema, Bersani, Masi e del Pdl. Nel mirino del partito di Berlusconi c’è invece Ruffini, “colpevole” secondo il centro-destra di aver esagerato con programmi di satira e di opposizione dichiarata (ma molto più intelligente di tanti altri). Fazio, Dandini, Guzzanti hanno dato fastidio e qualcuno deve finire sulla gogna. Al centro-destra andrebbe bene la formula Di Bella a RaiTre e Berlinguer al Tg3. Ma in corsa ci sono anche altri pezzi da novanta. C’è Barbara Palombelli, che potrebbe ricoprire entrambi i ruoli. La consorte di
Rutelli è riuscita anche a mettere in un certo imbarazzo il marito, il quale è costretto a divincolarsi tra lei e Ruffini. Ci sono tre squali del calibro di Enrico Mentana, Carlo Freccero e Giovanni Minoli che potrebbero sbaragliare il campo. Mentana è il direttore super partes che piace a tutti (meno che a Berlusconi). Ma costa troppo e più che al Tg3 sembra indicato per approdare a Sky. Freccero qualche tempo fa lavorò per Mediaset in Francia, ma la questione
Luttazzi gli fece perdere la dote con i berlusconiani. Minoli è molto apprezzato in maniera trasversale. Dai craxiani e dal centro-sinistra. Al Tg3 non ci andrebbe mai, alla rete di corsa. Seppure gli manchi poco tempo per andare in pensione. Di sicuro competenza e professionalità di Mentana, Freccero e Minoli nessuno può metterle in discussione. Nemmeno i politici espressione delle correnti. Dei tre comunque occhio a Minoli, vuole chiudere col botto. In tutta la questione sorprende l’uscita dell’Usigrai. Chi sta facendo pressione sul sindacato? Qualche candidato o qualcuno dei vertici in
cerca di alleati?
“BONA” LA PRIMA. Se la Maria Lopez ha cominciato subito sbattendo la tetta
galeotta verso la telecamera, viene da sperare che anche in futuro lo
spettacolo della domenica sera in tv sia assicurato. Cosa c’è di meglio di una
tetta tra un gol e l’altro. Sei felice pure se la tua squadra del cuore ha
perso. Qualcuno a Mediaset sta già pensando di cambiare il nome alla
trasmissione Controcampo, da ribattezzare Pornocampo. Perché
no?



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