E Silvio si dimentica di Formigoni
marco | 29 settembre 2009
Alla festa del Pdl Silvio Berlusconi non ha ignorato solo Gianfranco Fini, ma anche Roberto Formigoni, al quale non è stata nemmeno concessa una stretta di mano. Almeno davanti agli occhi attenti (e indiscreti) della platea. A ogni festa che si rispetti, soprattutto quando c’è il parterre delle grandi occasioni, tutti sperano di avere un saluto, un riconoscimento. C’è chi si accontenta anche solo di un cenno del capo, una strizzatina d’occhio, tanto per far capire alla truppa che si è vicini al comandante. Ma il governatore della Lombardia non ha avuto nulla dal premier. È come se all’improvviso il Cavaliere si sia dimenticato di lui. Eppure Berlusconi la mano l’ha stretta a tutta la prima fila, ha distribuito buffetti e sorrisi a destra e a manca. Ma per Formigoni nulla. In pratica il premier si è dimenticato di «passato, presente e futuro» della Lombardia, frase coniata proprio dal premier quando investì il governatore della ricandidatura.
Uno smacco vero e proprio per un politico fedelissimo al premier, la cui stazza non lo fa di sicuro passare inosservato. Più di qualcuno ha notato il suo risentimento. Probabilmente Formigoni non si aspettava di passare inosservato, a pochi mesi dalla tornata elettorale. Era sicuro che Berlusconi l’avrebbe lanciato per aprire la campagna elettorale. Quale occasione migliore della festa del Pdl a Milano. Nella sua Milano. Davanti alle telecamere e a migliaia di persone in delirio. Ma niente. Il cavaliere ha stretto la mano a Letizia Moratti, Gianni Alemanno, Angelino Alfano, Ignazio La Russa e a tanti altri. Tutti, o quasi, tranne Formigoni. In verità anche La Russa, che ha preceduto il premier ai microfoni, non ha fatto riferimento al candidato governatore con l’enfasi da stadio che Formigoni, in lizza per la riconferma, forse si aspettava. Gli applausi della platea sono andati a Vittorio Feltri, acclamato come un campione del mondo, dal popolo del partito della libertà, e anche questo la dice lunga su da che parte stia la base del Pdl nel duello a distanza tra il direttore del Giornale e il presidente della camera.
Anche la Moratti, sindaco di Milano, è andata meglio di Formigoni. Ha avuto una buona inizione di consensi, sia al suo ingresso, sia quando è stata chiamata in causa. Tanti applausi perfino per Alemanno, il sindaco di Roma, un po’ in trasferta nel capoluogo meneghino. Ma il più acclamato dalla platea è stato sicuramente Vittorio Feltri, dopo – ovviamente – il padrone di casa Silvio Berlusconi.





