La Berlinguer fa il gioco di Silvio
marco | 2 ottobre 2009
La lettera B di Bianca Berlinguer fa pensare alla B di Berlusconi. Perché la nomina del neo direttore del Tg3 è passata al cda della Rai (all’unanimità) alla vigilia della manifestazione organizzata sulla libertà dell’informazione. Che cosa c’entra? Semplice. Ora il Cavaliere potrà replicare, a chi parla di monopolio dell’informazione, dicendo: ma che dite, al Tg3 c’è una giornalista di sinistra, figlia dello storico leader del Partito comunista italiano, e a RaiTre è rimasto il direttore, Paolo Ruffini, che non è certo in testa alla classifica di gradimento del centro-destra, per via di alcune trasmissioni finite nel mirino del premier e dei suoi fedelissimi. Non c’è che dire, la strategia adottata da Berlusconi, mediante il suo braccio armato, il dg Mauro Masi, è la migliore che potesse adottare in questo periodo così surriscaldato tra i poli a causa dei direttori di quotidiani e tiggì.
Dunque, Bianca Berlinguer ha coronato il suo sogno di diventare il direttore del Tg3. È il primo colpo messo a segno dalla corrente dei dalemiani in Rai. Dopo che per gli altri posti spettanti all’opposizione nessuno dei candidati in lizza aveva centrato il bersaglio. La Berlinguer ha superato lo scoglio del cda ottenendo l’unanimità dei voti dei consiglieri (presidente compreso). Le spaccature all’interno del cda si sono verificate invece per le altre nomine.
Alla Tgr, la testata dell’informazione regionale, è stato scelto come direttore Alberto Maccari, uomo di esperienza pluriennale, del partito di viale Mazzini, ancora rimpianto dal Tg1. Alessandro Casarin sarà il condirettore con delega per l’informazione regionale nel Nord (un gol segnato dalla Lega). Maccari prende il posto di Angela Buttiglione. Lo hanno votato i cinque consiglieri in quota al centrodestra, contrari Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, astenuti il presidente Paolo Garimberti e Rodolfo De Laurentiis dell’Udc.
Daniele Renzoni, invece, è stato scelto per la poltrona di direttore di Rai International (oggi RaItalia). Sostituirà Piero Badaloni. Per Renzoni sette voti su nove: contrari solo Rizzo Nervo e Van Straten del Pd.
Hanno ricevuto il lasciapassare del cda anche Franco Matteucci alla direzione del Marketing e Pasquale D’Alessandro a Innovazione e prodotto. Nominati infine anche i vicedirettori di RaiSport: Jacopo Volpi, Giampiero Bellardi, Auro Bulbarelli, Sandro Fioravanti, Bruno Gentili, Maurizio Losa e Raimondo Maurizi.
Mancano ancora all’appello i direttori di RaiNews 24, Televideo e… RaiTre (quando i fuochi si saranno spenti). In corsa ci sono sempre Giovanni Minoli, Barbara Palombelli e Antonio Di Bella, anche se per il direttore uscente di RaiTre si apre un nuovo scenario tra i corrispondenti all’estero. La destinazione potrebbe essere New York. All’inizio come vice di Giulio Borrelli, poi quando l’ex direttore del Tg1 andrà in pensione, a Di Bella potrebbe spettare la responsabilità della sede più prestigiosa dei corrispondenti Rai. Alternativa a New York e a RaiTre, per Di Bella c’è sempre la possibilità di sedersi sulla poltrona della sede di Berlino, una città cara e familiare all’ex direttore del Tg3 che lascia l’incarico consegnando al suo successore la nuova creatura dell’edizione della notte che ha riscosso unanimi consensi.





