Olimpiadi a Roma: rissa fra vip. Mondello si agita, Malagò in corsa, il Cav spinge Montezemolo, Caltagirone vuole Ranucci
marco | 7 ottobre 2009
Basta nominare le Olimpiadi a Roma e subito si accende la fiaccola dei pretendenti alla presidenza del comitato organizzatore. Siamo ancora nella fase delle ipotesi, eppure si è già scatenata la bagarre tra i poteri (più o meno forti). In pratica siamo già al braccio di ferro.
Cominciamo col dire che la sortita di Andrea Mondello, che per primo ha annunciato la possibile candidatura di Roma ai Giochi del 2020, ha spiazzato un po’ tutti. Ha giocato talmente in anticipo da far infuriare perfino il presidente del Coni, Gianni Petrucci.
Mondello ha parlato di Roma quando Madrid non era stata ancora battuta da Rio. Se Madrid avesse vinto non ci sarebbe stata speranza per un’altra designazione europea, la terza consecutiva dopo Londra e, appunto, Madrid. Ma la Spagna non ce l’ha fatta e quindi il sogno di Roma ora può essere cullato, anche se qualcuno ha subito affiancato il nome di Venezia a quello della capitale. Una candidatura, quest’ultima, specchietto per le allodole. Forse con l’unico scopo di tenere alto l’interesse per le imminenti regionali. Dopo le elezioni Venezia si scioglierà come neve al sole, nonostante siamo sicuri che Brunetta non perderà occasione per rilanciare la partita.
Ma ora la partita vera è un’altra. Chi sarà il presidente del comitato organizzatore? Mondello si è autocandidato per primo. A Palazzo Chigi (Gianni Letta in primis) si stanno adoperando per convincere Luca Cordero di Montezemolo ad accettare l’incarico, anche per tenerlo lontano dalla politica attiva.
Un altro che sgomita è Giovanni Malagò, reduce dai successi dei mondiali di nuoto. Un manager stimato da diversi politici, anche bipartisan.
Ma quando si parla di eventi romani la posizione dei costruttori capitolini non va mai trascurata. Il più potente di tutti, Francesco Gaetano Caltagirone, non ha dubbi in proposito: il suo candidato ideale per la presidenza del comitato organizzatore è Raffaele Ranucci. Il quarto moschettiere di un duello che avrà poco di cavalleresco.





