Olimpiadi 2020, Pescante e Carraro gli alfieri di Roma
marco | 9 ottobre 2009
Roma e Venezia, derby italiano per la candidatura alle Olimpiadi del 2020. Una sfida che non porterà lontano se non si troverà una convergenza su una sola delle due città. L’ipotesi, lanciata da Brunetta, su una candidatura in coppia, non può essere presa in considerazione dal Comitato olimpico internazionale (Cio) come ha spiegato in una nota il Coni. Una volta decisa la meta su cui indirizzare tutte le risorse occorre preparare la squadra che convinca il Cio a concedere il lasciapassare. E per vincere il comitato organizzatore italiano non deve affidarsi a personaggi, politici e manager ben conosciuti nel nostro paese, ma pressocché estranei ai membri del Cio. Non va dimenticato che perfino il presidente Obama e la first lady statunitense hanno preso schiaffi. Quindi inutile presentarsi con uno dei nomi che sono stati fatti in questi giorni, da Andrea Mondello a Luca Cordero di Montezemolo, da Raffaele Ranucci a Giovanni Malagò. Non basta essere presidente della Ferrari o aver organizzato i mondiali di nuoto. Tra l’altro Ranucci fu tra i protagonisti della sconfitta di Roma nel marzo ‘97. Con lo scandalo delle piscine che lo vede tra gli indagati, Malagò, il presidente dei mondiali di nuoto, vede naufragare la sue possibilità. Il gip ha disposto il sequestro di piscine, foresteria, parcheggio, spogliatoi e palestre dell’Aquaniene (succursale del Circolo Canottieri Aniene), uno degli 11 circoli romani al centro dell’inchiesta sui presunti abusi edilizi commessi nella realizzazione delle strutture sorte per i mondiali di nuoto, manifestazione che ha riscosso un notevole successo ma che ha lasciato un rosso di quasi 9 milioni di euro.
Ma torniano alle Olimpiadi del 2020. Va subito detto che i tempi non saranno imminenti. Se ne comincerà a parlare con insistenza in primavera dopo le regionali, per poi decidere in autunno città e squadra al seguito. Poi ci sono tre anni di iter da seguire presso il Cio fino alla votazione finale prevista nel 2013. Ai vertici del comitato organizzatore ci dovranno essere dei membri del Cio capaci di strappare consensi tra i loro colleghi. Figure stimate e apprezzate da anni. L’Italia, attualmente, vanta cinque membri del Cio. Il primo è senza dubbio Mario Pescante, che oggi potrebbe essere eletto vice presidente del Cio. Il secondo è Franco Carraro, già sindaco di Roma, ministro, presidente Coni e Figc, presidente della commissione che si occupa del programma olimpico. Il terzo è Francesco Ricci Bitti, presidente mondiale del tennis; il quarto è Ottavio Cinquanta, presidente mondiale degli sport sul ghiaccio. La quinta è Manuela Di Centa, ma il suo mandato decade in febbraio. Quindi se Pescante verrà eletto vicepresidente del Cio, potrebbe toccare a Carraro il prestigioso incarico di guidare la delegazione italiana alla conquista della fiaccola. Con Pescante vicepresidente comunque sarà sicuramente più facile per Roma puntare alla vittoria. Diciamo Roma perché la candidatura di Venezia sembra destinata a tramontare dopo le elezioni regionali. Tuttavia per l’Italia diventa fondamentale convincere i membri Cio che voteranno. L’esempio di Joao Havelange per il Brasile va seguito alla lettera, se veramente si vogliono riportare le Olimpiadi in Italia. Riusciranno i nostri eroi a costruire (e non distruggere) una coalizione vincente?





