Ronchi non parte più e l’Italia salta il vertice Ue
marco | 15 ottobre 2009
È scoppiato un giallo intorno alla decisione del ministro Andrea Ronchi di disertare l’appuntamento in Svezia con gli altri ministri della comunità europea. Il forfait di Ronchi ha spiazzato tutti, sia i membri della Ue sia gli ambienti diplomatici italiani in Scandinavia. È pur vero che il vertice si tiene a Umea, una città lontanissima perfino dalla capitale Stoccolma, dalla quale dista 500 chilometri, ma disertare l’appuntamento è stato interpretato come un affronto alla Svezia e alla sua presidenza di turno della Ue. All’ordine del giorno del vertice ci sono argomenti di fondamentale importanza per l’attuale momento dell’Europa. Dal trattato che sta vivendo una fase molto delicata, alle tematiche ambientali, alla crisi industriale e alla competitività. L’assenza del ministro italiano è controproducente per l’immagine del Belpaese in ambito continentale. E per la nostra rappresentanza diplomatica in Svezia non è certo facile rintuzzare gli attacchi. Si è cercato invano una soluzione tampone, ma l’ambasciatore e il suo staff si sono trovati davanti a continue (e imbarazzanti) difficoltà. Alla fine il fallimento è stato inevitabile. L’Italia non ha il suo ministro in Svezia e al vertice se ne faranno una ragione. Anche se l’immagine subirà dei danni. Anche vistosi.
Il forfait di Ronchi resta comunque un giallo. Non si riescono ancora a capire i motivi che hanno indotto il ministro a non partire. La motivazione ufficiale è stata quella di sopraggiunti impegni che lo costringono a restare in Italia, ma negli ambienti diplomatici più di qualcuno si è lasciato scappare qualche malignità. C’è perfino chi sospetta che il ministro Ronchi non sia andato in Svezia perché l’evento non è seguito dai media e quindi la missione del ministro sarebbe passata inosservata all’opinione pubblica. Si tratta sicuramente di esagerazioni, visto che chi accetta di fare il ministro non pensa di certo al suo ritorno di immagine, ma al paese che rappresenta.





