La guerra dei tele-kommando
marco | 25 ottobre 2009Povero telespettatore: la tv gli sta sfuggendo di mano. Anzi, si può dire che ormai il telecomando si sta addentrando in un terreno sempre più minato. Sentieri pericolosi in una giungla difficile da decodificare e onerosa per i bilanci familiari. Non bastava lo switch off e l’obbligo di passare al digitale terrestre come alternativa al satellitare, ora spuntano le nuove frontiere: Sky rilancia l’alta definizione Hd con la digital key per far vedere agli abbonati, in possesso di un televisore Hd, anche i programmi in chiaro del dtt. Telecom Italia-Fastweb e Wind puntano tutto sull’Iptv, la piattaforma che punta alla tv via internet, con il decoder Iptv che può dare all’utente sia l’offerta terrestre gratuita sia quella di Sky a pagamento, con tutto il calcio e il cinema. In pratica non una piattaforma alternativa al dtt o al satellite, ma complementare e integrativa. Obiettivo: permettere all’utente la costruzione di un proprio palinsesto personalizzato, senza i rigidi schemi di orario e di programmazione dei contenuti che invece si hanno con le altre piattaforme digitali.Intanto però se il futuro è già presente, nessuno dei colossi televisivi vuole dimenticarsi del passato. Soprattutto dei contenziosi aperti. Sky e Mediaset si stanno affrontando in un braccio di ferro senza esclusione di colpi. La Rai si trova in mezzo. Si schiera con il Biscione e rifiuta il rinnovo dell’accordo con Sky (50 milioni l’anno), ma Murdoch cerca di affossargli il digitale con la chiavetta. Il colosso del magnate australiano ha portato in tribunale Mediaset. Sky Italia, infatti, è ricorsa alla magistratura contro l’azienda della famiglia Berlusconi. L’accusa è quella di adottare un comportamento che vìola le leggi della concorrenza europea e anche le norme italiane in materia di comunicazione. Secondo Sky: Mediaset fa ostruzionismo e si comporta non da azienda concorrente ma da padrona dell’etere con il blocco opposto all’acquisto di spazi pubblicitari da parte della stessa Sky su tre canali commerciali italiani di Mediaset. Se Sky riuscirà a dimostrare in Tribunale che Mediaset blocca e governa la pubblicità e la sua messa in onda, avrà dimostrato che governo del paese e azienda del premier lavorano d’intesa. Poca cosa per l’opinione pubblica italiana, ma intollerabile per la cultura e la politica anglosassone. E comunque vietata in Europa. Una bella gatta da pelare per Berlusconi. Che non sta con le mani in mano e cerca di ostacolare la trattativa sull’emittente Rete A, presente sul digitale terrestre, che vede De Benedetti e Murdoch in affari. Non va dimenticato che il Dtt entro il 2009 metterà all’asta nuove frequenze. In particolare si assegneranno cinque multiplex nazionali (altri 16 andranno a operatori analogici attuali) tre dei quali riservati a nuovi broadcaster. A Murdoch ne basterebbe uno – fino a otto canali – per fondare ad esempio sul digitale una piccola Sky: il meglio di sport, cinema e news per milioni di famiglie. Ma per farlo Sky avrebbe bisogno di una deroga che renda meno rigidi quei vincoli europei che ha fino al 31 dicembre del 2011. Tuttavia esiste sempre la possibilità di una partnership (magari in affitto) con editori già presenti sul digitale terrestre. Telecom Italia Media cerca acquirenti per i suoi multiplex da mesi. Meglio ancora Carlo De Benedetti (Gruppo Espresso) che ha le frequenze di Rete A. Ma il Cavaliere è pronto a trattare pure con il nemico De Benedetti piuttosto che ritrovarsi lo Squalo tra i piedi. E di argomenti ce ne sono da discutere con l’Ingegnere dopo la sentenza del Lodo Mondadori. E la Rai? Beh, ora ha due priorità: il bilancio in rosso e il contratto del servizio pubblico che va tutto riscritto.





