Pinocchio porta altri milioni alla Lux Vide

11 11 2009

Tutti lo danno per spacciato ma Paolo Ruffini ha sette vite. Ancora non si è trovato un accordo (dentro il Pd) per il suo successore. Favorito resta sempre Antonio Di Bella. Intanto però la nomina del nuovo direttore di RaiTre continua a slittare dagli ordini del giorno del cda di viale Mazzini. Questa settimana si parlerà di fiction e di contratti. A quanto pare il cda dovrà pronunciarsi su un altro contratto milionario che riguarda la produzione di fiction con la Lux Vide di Ettore e Matilde Bernabei (moglie di Giovanni Minoli che, dopo il successo di Pinocchio, è stata ospite del programma del marito Tv Talk). Per la Lux si vocifera di un contratto di 5 anni che supera i 120 milioni complessivi. Quindi per la Rai dopo il megacontratto, pluriennale e milionario, confezionato per Bibi Ballandi ecco un’altra mazzata per il cassiere di viale Mazzini.
IL CASO RAINET. Tra le tante questioni cui il Cda della Rai dovrà pronunciarsi a breve c’è anche quella relativa a RaiNet, la consociata di viale Mazzini per lo sviluppo di internet. Pare infatti che, dopo i canali RaiSat – orfani della piattaforma Sky – il piano industriale proponga anche per RaiNet l’accorpamento dentro l’azienda madre. Ma una volta assimilata sarà ugualmente garantito lo sviluppo tecnologico necessario per essere competitivi sul mercato? Continuerà a produrre record di utenti e a sviluppare i contenuti video sul web? E la raccolta pubblicitaria potrà crescere ai ritmi fin qui ottenuti, visto che in quest’ultimo anno si è quasi raddoppiata? L’asset web fattura circa 15 milioni di euro l’anno.
SALTA LO SPOT TASSATIVO. Che cosa non si fa per gli ascolti nel periodo di garanzia. Nella supersfida del lunedì tra il Medico in famiglia e il Grande fratello chi ci ha rimesso è stato il break pubblicitario delle 23, programmato per RaiUno, sacrificato per la causa: tenere incollato il telespettatore sul primo canale di viale Mazzini senza permettergli di fare zapping sul Biscione. Privilegi che la Rai può permettersi rispetto alla tv commerciale. Anche se alla Sipra qualcuno è saltato dalla sedia, visto che un passaggio televisivo a quell’ora su RaiUno viene pagato dalle 500 alle 600 mila euro. I dati di ascolto alla fine hanno premiato il Medico in famiglia (oltre 7 milioni, sfiorato il 27% di share) seppure il Grande fratello abbia tenuto bene (il 24,25% di share con 5.381.000 spettatori).
LA CARFAGNA CONTRO IL GF. Anche il ministro Mara Carfagna spara sul Grande fratello. «Spesso i reality show pur di fare audience usano le differenze. Per noi le differenze non contano, per combattere gli stereotipi serve anche l’aiuto dei mass media. E in questa battaglia, i reality non ci aiutano». E se a dirlo è la Carfagna, una che conosce bene la tv, c’è da crederci. O no?
MARRAZZO E LA RAI. Piero Marrazzo tornerà alla Rai. L’ha detto il suo avvocato. Ora però sorge spontanea la domanda, tanto per usare un’espressione molto cara al suo predecessore di Mi manda RaiTre/Lubrano: che cosa farà?
CIAK SI CANTA RESTA ALLA DANIELE. Sarà Eleonora Daniele a condurre Ciak si canta e non Mara Venier. La conduttrice di Unomattina si è vista meritatamente confermare la conduzione dopo gli ottimi risultati dello scorso anno.
X-FACTOR IN CALO. Rispetto all’anno scorso X-Factor ha perduto oltre due punti e mezzo di share medio e un milione di telespettatori. Che mazzata per Magnolia. Evidentemente la Mori non è la Ventura.
EFFETTO DOMINO. Scatta domenica alle 23.30 su La7 Effetto domino, tutto fa economia, programma condotto da Myrta Merlino che ha lasciato la Rai per La7. La trasmissione si avvale di uno spot di presentazione molto efficace. Il ciclo prevede 8 puntate. All’interno la rubrica intitolata Lo sguardo sul mondo di Jacques Attali. Collaborerà con il programma anche il vignettista Altan.
APPELLO A ROMANI E CALABRÒ. «Il servizio pubblico può e deve – visto che si finanzia anche con il canone – impegnarsi per un nuovo corso della figura femminile nei diversi programmi, rispettando la dignità culturale e professionale delle donne. Si potrebbe evitare di condire ogni contesto di trasmissione con un pezzo di carne di donna. Perché è di questo che si tratta quando al conduttore di turno si affianca una forma corporea femminile di visibile prorompenza». A lanciare l’appello al sottosegretario Paolo Romani e al presidente dell’Autorità Garanzie Comunicazioni, Corrado Calabrò, è Gabriella Cims, alla guida dell’Osservatorio sulla direttiva europea per le tv.



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