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Il Cav sicuro solo a palazzo Chigi. Intelligence in stato di allerta: il premier dorme in sede. Crescono i timori per una situazione che sta diventando a rischio per la paura di un attentato

marco | 14 novembre 2009

Ai cronisti che hanno fiutato l’osso è stato detto che dormire a palazzo Chigi per il premier sarebbe stato quasi un diversivo, una scelta che ogni tanto fa. Ma la verità è un’altra: lo stato di allerta per il timore di un attentato al premier sta raggiungendo i livelli più alti, mai toccati negli ultimi tempi. A consigliare al presidente del consiglio di scegliere come dimora notturna la sede istituzionale del governo, anziché palazzo Grazioli, sono stati gli uomini dei servizi e della sicurezza.
Giovedì notte, infatti, e anche la scorsa notte, Silvio Berlusconi ha dormito a Palazzo Chigi perché i rischi di un attentato non sono stati scongiurati e la sede istituzionale è molto più sotto controllo e sicura di palazzo Grazioli. Lo stato è di massima allerta, anche se si cerca di non farlo intendere troppo. Vuoi per il clima di scontro politico tra maggioranza e opposizione, vuoi per il rifiorire dei movimenti anarchici e soprattutto alla luce delle ultime notizie provenienti dal caso del kamikaze libico che nel computer aveva un dossier sul premier e su alcuni altri politici. Sta di fatto che Berlusconi è stato invitato a coricarsi non a palazzo Grazioli ma nel più sicuro Palazzo Chigi.
Mentre la prima notte è passata sotto il totale segreto, la seconda è stata annunciata da un comunicato dato alle agenzie nella serata di ieri: «Per il secondo giorno consecutivo, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha deciso di dormire a Palazzo Chigi, preferendo la sede istituzionale del governo alla residenza-ufficio di Palazzo Grazioli, nella quale con rarissime eccezioni ha passato la notte negli ultimi anni della sua vita politica (dal governo del 2001 ad oggi), dopo aver lasciato la residenza di Via dell’Anima, a due passi da piazza Navona, occupata fino ad allora. Nelle rare occasioni precedenti, Berlusconi ha scelto di dormire presso la sede di Palazzo Chigi a causa di un’influenza che nel 2003 per pochi giorni impedì al premier di lasciare la sede del governo e, in una seconda occasione, quando nella residenza di Palazzo Grazioli erano in corso lavori di ristrutturazione. Nel 1994, quando venne eletto in Parlamento e divenne presidente del Consiglio, Berlusconi fece ristrutturare una prima volta gli appartamenti di Palazzo Chigi; ma poi decise di non dormirvi. Scelta ripetuta nel 2001, quando dopo una nuova ristrutturazione dell’appartamento del capo del governo lasciato da Romano Prodi (che invece ci viveva nei giorni in cui era a Roma), anche in questo caso preferì la residenza nel palazzo di Via del Plebiscito, a pochi passi da piazza Venezia».
Nessun allarmismo dunque sembra essere giustificato eppure lo stato di allerta è scattato e si sono moltiplicati i controlli. Poco meno di un mese fa il Giornale titolò a tutta prima pagina: «Vogliono uccidere Berlusconi». Fu proprio il direttore Vittorio Feltri a scrivere nel suo editoriale del clima creatosi in Italia «in cui i fanatici e i buzzurri hanno avuto il sopravvento sui cittadini». L’editoriale di Feltri prendeva spunto dalla notizia di un dirigente del Pd che aveva detto l’infelice frase su Facebook (poi cancellata): «Ma santo cielo possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berluscioni!». Una vicenda che, anche se tutti pensiamo sia significativa soltanto in senso lato, ha fatto salire la tensione, soprattutto alla luce che di squilibrati in giro non ce ne sono pochi. feltri concludeva così il suo editoriale: «Occhio Berlusconi perché, dopo le campagne di stampa ispirate a scarsa simpatia nei suoi confronti, c’è il rischio che qualcuno cerchi di spararle in faccia, spianando la strada al governo tecnico…».

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