I sapori di Vicenza
marco | 19 novembre 2009di Enzo Di Giacomo
da www.baccoetabacco.org
Un territorio, quello vicentino, dove il turismo (anche quello enogastronomico) spinge sull’acceleratore della ripresa economica. E vuole mettersi in mostra, presentando i propri “gioielli” nelle principali città della Penisola.
Dall’asiago Dop (quarto formaggio italiano ad essere il più conosciuto e consumato, dopo il grana padano, parmigiano, gorgonzola) alla soprèssa vicentina Dop, passando per il radicchio rosso di Asignano, al mais Marano, al riso di Grumolo delle Abbadesse, al broccolo Fiolaro di Creazzo, al Baccalà per arrivare ai vini delle zone Doc (Arcole, Breganze, Colli Berici, Doc Vicenza, Gambellara, Lessini Durello), alle Grappe e ai dolci come la Gata.
Dal 1989, “Vicenza Qualità” nasce come Azienda Speciale della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Vicenza con la missione di promuovere le produzioni locali di qualità in Italia e all’estero, in una sorta di roadshow enogastronomico. E i risultati stanno premiando gli amministratori.
Ricette originali nella scia della tradizione e storia del territorio, che “ancora non conosce l’uso del freezer” ha sottolineato l’esperto di cultura gastronomica Alfredo Pelle. In quel territorio dal cuore antico tutto è prodotto e consumato secondo lo svolgimento regolare delle stagioni; la qualità della materia prima al servizio di una cucina genuina fatta di antichi sapori (e saperi): “nessun piatto sarà mai migliore del peggiore dei suoi componenti” è stato scritto.
Il baccalà alla vicentina merita poi un discorso a parte per la bontà di un prodotto che viene da lontano, affonda le radici nel Rinascimento, allorquando il grande navigatore veneziano Pietro Querini arrivò con dodici marinai nelle isole Lofoten, in Norvegia. Se i ricchi continuavano a mangiare trote, temoli, carpi o lucci, barbi o gamberi di fiume, il popolo fece di questo pesce essiccato il proprio alimento. Il baccalà come viene curato e cucinato da queste parti non trova imitatori da nessun’altra parte.
I vini dell’Arcole (siamo in una ristretta fascia di pianura tra le province di Verona e Vicenza), della Doc di Breganze, dei Colli Berici, del territorio di Gambellara, dei Monti Lessini rappresentano la cornice enologica di un territorio e di una città ancorata al Palladio e proiettata in un futuro di valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche.
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