Raidue, Setta e Santoro fanno volare Liofredi
marco | 2 dicembre 2009
Se a Raiuno si alzano i calici per il brillante successo nel periodo di garanzia del neo direttore Mauro Mazza, che annuncia il ritorno di Canzonissima e del grande teatro in prima serata, a Raidue si esulta per la conferma a terza rete nazionale nel prime time autunnale (e senza avere in palinsesto L’isola dei famosi e le partite). Il direttore Massimo Liofredi gongola: «I primi cento giorni della nuova Raidue sono scanditi dal successo de Il fatto del giorno condotto da Monica Setta, che ha raddoppiato share e ascolti nel primo pomeriggio. Così come mi piace sottolineare il successo de I fatti vostri che conquista due punti in più di share e guadagna 200 mila telespettatori, la rinnovata Italia sul 2, l’inossidabile Quelli che il calcio…, il successo dei seriali Usa e della Signora del West, che ha toccato punte del 12% di share. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno crescono anche gli ascolti di Annozero, che guadagna tre punti percentuali e 800 mila telespettatori, di Palco e Retropalco, di Voyager, che supera i 2 milioni e mezzo di spettatori a puntata, così come In famiglia e Mezzogiorno in famiglia al 20% di share. Ma il bello deve ancora arrivare, nonostante il calo del budget della rete, si parte con la strenna Disney e con Due, con Laura Pausini e Tiziano Ferro, in onda l’8 dicembre in prima serata, con Il più grande… italiano di tutti i tempi da gennaio e poi c’è sempre L’isola dei famosi». Dunque, tante stelle nel cielo di Liofredi. Su tutte Santoro e Setta che da marzo si passeranno il testimone al giovedì. Dopo Annozero, infatti, ci sarà La donna è mobile.
E SULL’ISOLA ARRIVA IVANA TRUMP. Dopo Rossano Rubicondi, per pari opportunità sbarca sull’Isola dei Famosi Ivana Trump. A quanto pare dovrebbe essere la guest star del reality. Quindi naufrago lui e naufraga lei. Come poteva il loro matrimonio salvarsi dal naufragio?
TERRA BRUCIATA PER CIELO. Falsa partenza per l’avvento di Sky-Cielo sul digitale terrestre. Manca l’ok del ministero e quindi avvio rinviato. Dopo la cocente delusione, non si è fatta attendere la freccia avvelenata scagliata dal direttore del canale Gary Davey: «Pensavamo che la pratica fosse gestita dagli uffici governativi con quella velocità, quell’efficienza e anche con quei sorrisi promessi dal ministro Brunetta». Puntuale la replica del governo, affidata al viceministro Romani, che ha chiesto un chiarimento al commissario europeo alla concorrenza sui vincoli dettati a Sky in occasione della fusione tra Stream e Telepiù: «Per trasmettere dal 1° dicembre il canale in chiaro sulla piattaforma digitale terrestre, la società avrebbe potuto richiedere l’autorizzazione in data largamente antecedente al suo inoltro del 2 novembre». A questo si aggiunge la Frt (l’Associazione tv locali) di Filippo Rebecchini, che non accetta la collocazione del canale di Sky sul tasto 10 del telecomando e per questo farà ricorso all’Agcom. Insomma, i sorrisi non servono alla causa: la burocrazia ha i suoi tempi e nemmeno in Cielo si fanno i miracoli.
TEMPI LUNGHI ANCHE PER L’INTEGRATIVO A SKYTG24. I giornalisti di SkyTg24 dovranno aspettare ancora un po’ prima di vedere in busta paga il secondo patto integrativo, che terrà conto dei turni massacranti giorno-notte dei redattori delle all-news. Una indennità ritenuta prioritaria dal corpo redazionale che si è riunito nei giorni scorsi in un’assemblea. Contrariamente a quanto si potesse pensare in un primo tempo, la trattativa sarà lunga e laboriosa, come tutte quelle in cui è in ballo un aumento in busta paga.





