Regionali Lazio, idea Serracchiani per l’anti-Polverini
19 12 2009
Renata Polverini rappresenta uno scoglio difficile da superare per il Pd. La sua candidatura per le regionali del Lazio dà al Pdl un cospicuo vantaggio nelle previsioni per il successo finale. La sindacalista dell’Ugl è molto stimata. Colleziona simpatie anche nel centro-sinistra. Tra i cattolici dell’Udc e tra i lavoratori di sinistra. È apprezzata dalle donne che contano, che sono riuscite a scalare i vertici delle rispettive carriere, e che non si perdono un appuntamento all’interno del suo salotto, l’ormai famosa casa all’Aventino, quasi esclusivamente aperta alle donne che occupano ruoli di prestigio. Dalle giornaliste Lucia Annunziata, Lilli Gruber e Concita De Gregorio, a Emma Bonino, Giorgia Meloni e Luisa Todini. La cena è rigorosamente un buffet in piedi. Niente catering ma cibi cucinati dalla cuoca e serviti da un cameriere uomo che alla fine della serata consegna una rosa a ciascuna ospite. Ogni tanto però è assicurata la presenza di qualche maschietto. Il più gettonato è Guglielmo Epifani. E questo non è certo un caso. Anzi, se non altro, contribuisce a spiegare come la Polverini riesca a farsi apprezzare anche dai lavoratori di sinistra e della Cgil.
Inutile nasconderlo: il Pd fino all’ultimo ha sperato che i dissapori tra Berlusconi e Fini facessero in modo da far cadere la candidatura della Polverini, ritenuta forte e proibitiva per il centro-sinistra, anche perché la sindacalista dell’Ugl può far imbarcare nella sua flotta anche l’Udc. Per evitare un simile smacco, che potrebbe decidere in anticipo le sorti della contesa, Francesco Rutelli sta facendo di tutto affinché il partito di Casini resti alleato con il centro-sinistra.
Secondo il leader dell’Alleanza per l’Italia sarebbe opportuno candidare Linda Lanzillotta, un esponente che avrebbe dalla sua parte anche l’Udc. «Il senso della proposta della mia candidatura di servizio è solo quella di unire le forze», ha spiegato Lanzillotta, «siamo disponibili ad un programma di emergenza in cui, in questo momento, si trova la Regione Lazio, che ha moltissimi problemi».
Ma moltissimi problemi li ha anche il Pd. Il dopo Marrazzo ha fatto terra bruciata. Il vice dell’ex governatore, Esterino Montino, in cuor suo ci spera ancora nella candidatura, ma per i vertici del Pd la sua scelta sarebbe da ritenersi una «seconda scelta». Per questo si sta cercando con ogni mezzo di coinvolgere Nicola Zingaretti, attuale presidente della provincia di Roma. L’ultimo baluardo del tanto decantato modello Roma inventato da Goffredo Bettini e interpretato prima da Francesco Rutelli e poi da Walter Veltroni. Tuttavia, c’è un nodo scorsoio ancora da sciogliere: se Zingaretti si candida alla regione, il Pd rischia di perdere anche la provincia, in quanto finirebbe per rimettere in gioco un feudo che ha già conquistato e che ancora per anni è in suo possesso. Certo la provincia non è la regione. Ma la regione non è il Campidoglio. Se Zingaretti riesce a stare fermo in questo giro di valzer, nessuno potrebbe ostacolarlo nella corsa alla conquista del Campidoglio. La pensa così anche Enrico Gasbarra, che tra le due candidature sceglierebbe sicuramente quella a sindaco, dopo essere stato il vice di Veltroni. Certo tra tanti nomi c’è sempre Giovanna Melandri che potrebbe uscire dal bussolotto. Una candidata di spessore, ex ministro, buona per qualsiasi poltrona, che però non convince tutte le parti in commedia. Anzi più di qualcuno storce la bocca. Ed ecco che si continua a cercare un candidato che accontenti tutti. Preferibilmente una donna. Che sappia rispondere punto su punto alla Polverini. Brava nella dialettica, che abbia elevati consensi popolari, anche tra i giovani. Un nome nuovo da spendere. Debora Serracchiani. Romana, seppure da anni trapiantata in Friuli. Un caterpillar che può tornare utile per la causa. Sarebbe una bella sfida con la Polverini. Sembrano due sorelle. Dall’altra parte della barricata, il Pdl si sta impegnando in un’altra scelta importante, in vista delle regionali. C’è da nominare il nuovo caporedattore del Tg Lazio, dopo che Federico Zurzolo è stato nominato vicedirettore alla Tgr. In corsa per il momento si fanno due nomi: Nicola Rao e Claudio Pompei. Il primo, giornalista-scrittore del Tg2, apprezzato e stimato da ambienti vicini ad An (ma un po’ meno all’interno dei forzisti). Il secondo, caporedattore al Giornale da tre lustri, che accontenterebbe le due anime del Pdl. Stimato e apprezzato dai forzisti Antonio Tajani, Alfredo Pallone, Gianni Sammarco e i fratelli De Lillo, che nel Lazio sono tutti esponenti di spicco, nonché amico personale da tanti anni di Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno.



















