Dietro Bossi la Lega è donna. All’interno del Carroccio crescono le azioni di Rosi Mauro
marco | 19 gennaio 2010
Potrebbe sembrare un po’ strano, eppure, anche all’interno della Lega, il gentil sesso si sta facendo largo tra le ronde e i celoduristi. Qualcuno proverà a obiettare che tanto, alla fine, le contendenti del Carroccio finiscono sempre per cambiare strada e per fare qualche altra cosa, come l’ex presidente della Camera, Irene Pivetti, o l’ex direttore dell’Indipendente e conduttrice tv, Pia Luisa Bianco.
Tuttavia, prima o poi, qualcuna riuscirà pure a conquistare un posto al sole, magari sotto l’ombrellone di Umberto Bossi. Dove, in realtà, non è che ci sia poi tanto spazio. Ne sanno qualcosa i fedelissimi Maroni, Calderoli, Castelli, che pur essendo capitribù, non interferiscono in nessuna maniera con il volere supremo del Senatur, l’unico sovrano di Pontida. Ma come in ogni accampamento che si rispetti, anche in quelli dei più grandi condottieri: per vincere le guerre occorrono generali, colonnelli e truppe armate (e motivate). Quindi a oggi quali sono le gerarchie di comando nella Lega? Chi avanza nello scacchiere padano? Ed eccoci tornare al discorso relativo alle donne. È Rosi Mauro infatti la più gettonata all’interno del partito padano. La vice presidente del Senato riesce, con bravura e autorevolezza, sia a tenere i rapporti istituzionali, sia a parlare alla «pancia» dei leghisti. Del resto la Mauro, da sindacalista, conosce bene il linguaggio che piace ai lavoratori. E per il suo piglio e è assai gradita al Senatur. In forte ascesa c’è anche Giancarlo Giorgetti, il presidente della commissione bilancio della Camera. Uno dei tre capitani che ormai dormono nelle tende dei generali. Gli altri due sono Roberto Cota e Federico Bricolo. Il primo capogruppo alla Camera e ora candidato alla regione Piemonte. Il secondo capogruppo al Senato. E i ministri? Possibile che dietro Bossi non ci siano Maroni, Calderoli, Castelli e Zaia? È ovvio che siano esponenti di primissimo piano del Carroccio, tuttavia proprio il fatto che abbiano già ricevuto il premio di stare a capo di un dicastero, con tutta una serie di privilegi (non ultima la visibilità sui media) e impegni, potrebbe tenerli lontano dalle attività di partito. In crescita, invece, ci sono gli amministratori locali. Molto stimato, per esempio, il presidente della provincia di Como, Leonardo Carioni. Ottimo share anche per uncondottiero come Cesarino Monti, senatore, presidente della Co.Nord, la confederazione dei comuni e delle province del Nord, mitico sindaco di Lazzate che si inventò i concorsi padani. E poi Giuseppe Leoni, tra i fondatori del movimento, e ponte tra Bossi e il Vaticano. Ma se proprio si vuole ipotizzare una scaletta per una -molto futura- successione al Senatur, alla Mauro andrebbe la palma della prima della lista: giovane, di carattere, con un’esperienza crescente. E donna.
pezzo a doppia firma con Alessandra Ricciardi





