Talk show di La7 colpiti dal virus: tutti al ribasso
marco | 12 febbraio 2010
Tre puntate davvero “Sciock” per Luca Barbareschi e per La 7. Almeno dal punto di vista degli ascolti. In media il talk-show dell’attore-deputato ha portato a casa una media dell’1,77% di share. Un risultato ben al di sotto della media della rete e soprattutto ben lontano dalle attese della vigilia. Ad aiutare il conduttore non ci sono riusciti nemmeno i numerosi ospiti di grido che hanno partecipato al programma del venerdì sera. A cominciare da Mike Tyson. Dopo un avvio, sempre in sordina, ma più ragionevole, del 2,24%, Barbareschi Sciock è sceso all’1,51% nella seconda puntata e all’1,56% nella terza. Eppure per realizzare la trasmissione non si è certo badato alle spese. Conti alla mano si parla di una cifra compresa tra i 300 e i 400 mila euro per ognuna delle 12 puntate dello show. Un’operazione da 4-5 milioni, che comprende tutti i costi dell’intero ciclo delle trasmissioni. Cifre smentite o non commentate dai responsabili, ma pur sempre costi onerosi se lo share non risalirà in fretta. Di sicuro Barbareschi non rischia un taglio netto del programma, sarebbe un affronto che a La7 non possono permettersi. Tuttavia il risultato deludente ha sorpreso un po’ tutti gli addetti ai lavori che hanno sposato fin dalla nascita il progetto di Barbareschi. Ma qualcosa non ha funzionato nel meccanismo. Stasera si cercherà di dare una sterzata agli ascolti. Tra l’altro il mezzo flop di Sciock ha preso in contropiede anche Myrta Merlino che ha deciso di spostare il suo Effetto domino proprio al venerdì sera al termine di Barbareschi, con l’idea di prenderne la scia e risalire la china dopo i risultati deludenti di avvio stagione (il programma andava in onda di domenica). La Merlino ha fatto registrare uno share poco superiore al punto. Poca cosa, rispetto agli ascolti ottenuti dai programmi prodotti in casa e meno onerosi, come Omnibus, Omnibus Life e Niente di personale, che si sono attestati intorno (e spesso anche oltre) il 4% di share. Obiettivamente non va dimenticato che – seppure fossero produzioni targate rispettivamente Endemol e Magnolia – Le invasioni barbariche con Daria Bignardi ed Exit con Ilaria D’Amico hanno ottenuto picchi di share ben più elevati di Barbareschi e Merlino, uno share del 4% in media e in linea con le aspettative della rete. La gravidanza della conduttrice più amata dai calciofili di Sky ha fatto sì che lo spazio della sua trasmissione sia stato preso da Tetris di Luca Telese, appalto della società Wilder di Lorenzo Mieli, figlio dell’ex direttore del Corriere della Sera. Ma anche in questo caso ci si aspettava qualcosa di più dagli ascolti. Telese al debutto ha superato di poco i due punti e mezzo di share. Anche lui sotto l’asticella del 3% messa dai dirigenti dell’emittente del gruppo Telecom. Dopo un promettente (e scoppiettante per via delle escort) avvio, perfino Gad Lerner ha fatto registrare una flessione. Lo share del 4% sembra un lontano ricordo. Che cosa sta accadendo ai talk show di La7? Se continua così rischiano di essere coinvolti dal virus anche Antonello Piroso e Victoria Cabello, le due ciliegine ancora incontaminate che decorano la torta confezionata dal direttore di rete Lillo Tombolini.
I VICEDIRETTORI DI RAITRE. Il cda della Rai, su proposta del direttore generale ha nominato i vice direttori di Raitre, la rete diretta da Antonio Di Bella. Si tratta di Ennio Chiodi, Antonio D’Agosto, Guido Dell’Aquila, Fernando Masullo, Silvia Calandrelli. Nulla da fare per Daniela Vergara. Il cda ha inoltre nominato Salvatore Lo Giudice direttore degli affari legali e societari, e Pierluigi Lax vice direttore vicario della direzione.





