Elezioni, la disobbedienza di Sky Tg24
marco | 9 marzo 2010
Faccia e faccia e non tribune elettorali. Sky Tg24 lancia la sua sfida per le elezioni regionali. E lo fa mentre alla Rai i talk più seguiti sono fermi ai box a causa della par condicio. Saranno pure faccia a faccia, questi di Sky, ma il primo pensiero che salta alla mente è una domanda: alla faccia di chi? Magari di Michele Santoro, di Bruno Vespa di Giovanni Floris o di Gianluigi Paragone che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza microfono? Sky Tg24 ha deciso di andare avanti nonostante l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni avesse esteso la par condicio anche a Sky e Mediaset. «Ma noi andiamo avanti con lo spirito della par condicio», ha spiegato il direttore di SkyTg24, Emilio Carelli. «Noi seguiamo criteri giornalistici. Fare confronti con tutte le forze politiche, giornalisticamente parlando, non è la stessa cosa di fare dei faccia a faccia con tutti i pretendenti al successo elettorale. I faccia a faccia possono essere anche tra più leader delle coalizioni, l’importante è che siano in lizza per il successo. In alcune regioni saranno due i candidati che ospiteremo, in altre più di due, dipende dalle regioni. Come ad esempio non serve fare dei faccia a faccia estesi a tutto il territorio. Sempre giornalisticamente parlando, ci sono regioni come l’Emilia Romagna e la Toscana dove i giochi ci sembrano fatti. Lì non c’è l’incertezza dell’esito del voto». In pratica Sky sta lanciando l’idea della disobbedienza costruttiva alla par condicio, seppure ne conservi lo spirito.
E vediamoli questi faccia a faccia. Si comincia oggi con la Puglia. Decidi tu 2010 ospiterà al primo appuntamento i candidati Rocco Palese, Adriana Poli Bortone, Michele Rizzi e Nichi Vendola, tutti assieme negli studi del canale all news. Condurrà il capo del politico di SkyTg24, Massimo Leoni, che più che conduttore dovrà calarsi nei panni del moderatore. Ci saranno anche dei giornalisti che conoscono bene la regione di cui si parla. Lunedì prossimo toccherà alla Lombardia. Ma è facile organizzare un faccia a faccia elettorale? «Macché», replica Carelli, «non tutti vi vogliono partecipare». Beh, il caso di Berlusconi è risaputo. «Purtroppo non ne vuole sapere di confrontarsi da noi con Bersani, a nulla sono serviti i numerosi inviti». Il premier preferisce il telefono. Niente manifesti 6×3, pochi comizi, giusto per tirare la volata ai candidati-governatore. Ma tante telefonate elettorali e messaggi-video: questa è la nuova strategia del Cav.
Cosa pensa Carelli dello stop ai suoi colleghi della Rai? «Quando l’editore decide di chiudere una trasmissione, il giornalista non può far nulla. Purtroppo quello che salta agli occhi è la grande sfiducia che cominciano ad avere gli editori nei confronti dei giornalisti».






весьма интересно.
Kovaljov | 26 marzo 2010весьма интересно.