Ma anche Gianfranco Fini ha vinto le elezioni
marco | 31 marzo 2010
La Lega ha trionfato nelle regionali. Silvio Berlusconi e il suo governo hanno vinto e incrementato il bottino, togliendo feudi strategici all’opposizione. E Gianfranco Fini? Come sono andate le elezioni per l’ex leader di Alleanza nazionale, oggi presidente della Camera? In pochi lo dicono ma queste elezioni sono andate molto bene anche per Fini. L’ex segretario di An è stato accusato da più parti di non battersi al meglio delle sue forze in questa partita. Di non credere più al progetto del Pdl. Di non condividere la linea di Berlusconi, con il quale ci sarebbero delle crepe difficili da risanare. Eppure il conto della serva alla fine della spesa è dalla parte proprio di Gianfranco Fini. Ed è la somma che fa il totale, direbbe l’impareggiabile Totò. Fini ha dimostrato che le sue scelte sono state vincenti. I suoi candidati hanno centrato l’obiettivo. Renata Polverini e Giuseppe Scopelliti hanno issato la loro bandiera rispettivamente sul Lazio e sulla Calabria. La Polverini ha vinto contro tutti e tutto, visto che a Roma e provincia non gli hanno nemmeno ammesso la lista del Pdl che doveva farle da stampella. Non solo, Fini ha dovuto faticare non poco per convincere Silvio Berlusconi e i vertici del partito, che la Polverini fosse una candidata vincente. Il Cav non si fidava di una sindacalista. Le avrebbe preferito un’imprenditrice come Luisa Todini. Ma Fini non ha mollato un metro nella sua posizione e alla fine è riuscito a convincere anche Silvio, il cui impegno nell’ultima fase della campagna elettorale è stato, come sempre del resto, fondamentale per la vittoria. In Calabria si è assistito a un plebiscito nei confronti di Scopelliti: 57,72 la percentuale per il finiano contro il 32,24% del suo rivale Agazio Loiero. Due gol in favore di Fini, dunque, quelli segnati da Polverini e Scopelliti. Che dimostrano quanto i candidati scelti da Fini siano radicati sul territorio, un territorio che il presidente della Camera conosce bene. Inoltre c’è da registrare un altro gol a metà segnato da Fini e dal fedelissimo Italo Bocchino: quello riguardante la non candidatura di Nicola Cosentino in Campania. Stefano Caldoro non l’ha fatto rimpiangere.





